Home Articoli ‍♂️ Surf a Verona: un’onda artificiale per lo sport olimpico e 20.000 mq in più di verde pubblico alla Spianà (ma Bertucco vota no)

‍♂️ Surf a Verona: un’onda artificiale per lo sport olimpico e 20.000 mq in più di verde pubblico alla Spianà (ma Bertucco vota no)

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Una grande onda sta per infrangersi su Verona, e non solo in senso figurato. La Giunta comunale ha approvato un atto di indirizzo che apre la strada a un progetto inedito per la città – e per l’Italia: un impianto sportivo per il surf in località Bertacchina, lungo via Gardesane. Un’infrastruttura che, se realizzata, sarà la prima del genere in Italia e offrirà anche l’occasione per ampliare gratuitamente il Parco della Spianà, con l’acquisizione di nuovi terreni per circa 2 milioni di euro.

Il progetto, che dovrà ora passare al vaglio del Consiglio comunale, è stato approvato a maggioranza con il solo voto contrario dell’assessore Michele Bertucco. L’iniziativa prevede che la società proponente realizzi a proprie spese l’impianto surfistico e acquisisca terreni limitrofi al parco pubblico della 3^ Circoscrizione, per poi cederli gratuitamente al Comune, ampliando così l’area verde e sportiva già in corso di rigenerazione con i fondi del Pnrr.

L’impianto prevede un’attività attrezzata per il surf – ha spiegato il Sindaco Damiano Tommasiche è diventata disciplina olimpica nelle ultime due edizioni dei giochi e si prevede che lo sarà anche nel prossimo appuntamento a Los Angeles. È uno sport che ha una platea molto varia, giovane e appassionata, e le esperienze all’estero dimostrano che l’interesse è concreto. Inoltre, ci consentirà di ottenere nuovi spazi verdi a disposizione della collettività, senza costi per il Comune.”

Il progetto punta a conciliare sport, ambiente e rigenerazione urbana, con una particolare attenzione all’impatto ecologico dell’infrastruttura. Infatti, tra i punti indicati per il futuro iter vi sono:

  • la valutazione dell’impatto ambientale, in particolare su consumi idrici ed energetici;
  • l’adeguamento delle infrastrutture viabilistiche e della mobilità sostenibile;
  • la rinaturalizzazione dell’area e il recupero della sua funzione ecologica;
  • l’integrazione con il trasporto pubblico locale per una mobilità fluida e accessibile.

“Si tratta – ha proseguito il sindaco – di una proposta in regime di sussidiarietà orizzontale, in cui il soggetto privato si fa carico di un’opera d’interesse pubblico, compresa la cessione gratuita al Comune di terreni strategici per lo sviluppo del nuovo parco urbano, come previsto anche nel nuovo PAT.”

L’area individuata per l’impianto, oggi classificata a destinazione agricola ma priva di colture pregiate, è già considerata dalle Norme Tecniche Operative del Piano degli Interventi come idonea per opere pubbliche, e quindi compatibile con la destinazione d’uso prevista.

Oltre all’aspetto sportivo e ambientale, la proposta potrebbe generare benefici turistici e occupazionali: l’impianto surfistico, unico nel suo genere, ha il potenziale per attirare visitatori da tutta Italia e dall’estero, prolungando la permanenza in città e creando nuove occasioni di lavoro, soprattutto per i più giovani.

Un progetto ambizioso, che punta a ridefinire il rapporto tra sport, natura e città. Ora la parola passa al Consiglio comunale, che dovrà valutare se cavalcare l’onda o lasciarla passare.



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