BOLOGNA – 1.700 presenze in sala, una community già oltre i 10mila iscritti e una promessa: diventare partito entro l’autunno per “svegliare il Paese”. Parte col botto il primo evento nazionale di Drin Drin, l’associazione fondata da Michele Boldrin e Alberto Forchielli, che ieri ha riempito il Bologna Congress Center per l’incontro “Sveglia! Verso il congresso”. Numeri da record, spinti soprattutto dalla partecipazione massiccia di giovani – l’80% degli iscritti ha meno di 45 anni – e da una voglia di rompere con gli schemi della politica tradizionale.
“Il Drin Drin vuole essere propulsore di un nuovo corso della democrazia con proposte radicali di destra e di sinistra per la crescita, che le attuali destre e sinistre dimostrano ogni giorno di non perseguire”, ha dichiarato Michele Boldrin, che ha anche rilanciato il ruolo dell’Europa come “leader globale sul piano ideale, tecnologico, economico e culturale”.
Una politica di rottura, non moderata, ma concreta
Drin Drin si posiziona come forza di rottura al centro, decisa a superare la polarizzazione destra-sinistra e a “scardinare” – parola loro – un centrismo che oggi “non attira e non pesa”. Ecco perché l’evento bolognese non è stato solo un momento celebrativo, ma l’inizio del percorso congressuale che porterà alla nascita ufficiale del partito.
Tra le proposte concrete: innovazione imprenditoriale, fiscalità competitiva, sblocco degli investimenti sul nucleare, CO2 tax, difesa europea indipendente dagli USA, e riforme strutturali su istruzione, sanità, PA e previdenza.
“Chi propone l’abbassamento dell’età pensionabile e l’aumento del debito pubblico fa un danno gravissimo ai giovani, per inseguire elettori”, ha tuonato Alberto Forchielli. “In pochi si occupano dei giovani perché votano poco. Una scelta miope e pericolosissima”.
I giovani protagonisti
Numeri alla mano: il 40% degli iscritti a Drin Drin è GenZ (under 28), un altro 40% Millennial. Un dato clamoroso se confrontato con il recente sondaggio IPSOS, secondo cui in Italia solo il 45% dei GenZ si dichiara interessato alla politica.
Tra gli iscritti, anche 244 veronesi, segno che il movimento sta attecchendo anche in provincia. Il contatto locale per Verona è Sergio Cucini, già al lavoro per organizzare incontri territoriali: “I giovani ci sono, hanno entusiasmo e idee, e vogliono contare davvero. Drin Drin è la loro casa”, ha commentato.
Verso il congresso, tra social e territori
L’evento ha segnato l’avvio ufficiale del congresso: gruppi tematici, analisi e proposte concrete verranno sviluppati nei prossimi mesi, mentre continua la campagna di ascolto lanciata con il tour “Il Coraggio dell’Ovvio”.
Nel frattempo, la presenza social di Drin Drin è esplosiva: Instagram, YouTube e Discord sono animati da centinaia di volontari under 30 che raccontano, spiegano e mobilitano. Una nuova forma di partecipazione, tutta dal basso, con radici offline nei quartieri e online nelle community.
Il messaggio è chiaro: “Svegliamoci!”. E il suono del campanello, a giudicare dalla folla di Bologna, ha già iniziato a risuonare.













