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Aliquote Imu invariate per il 2023: approvata dalla Giunta la proposta di delibera

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Aliquote Imu invariate per il 2023 e confermati i valori delle aree fabbricabili. La giunta questa mattina ha approvato la proposta di delibera sulle aliquote dell’imposta comunale sugli immobili per l’anno in corso, che non subiscono nessuna maggiorazione rispetto al 2022. Una scelta in linea con la volontà dell’Amministrazione  di non aumentare le tasse comunali, a fonte del difficile contesto economico legato al perdurare della crisi energetica e del caro vita.  

“Sulla scorta dei provvedimenti già attuati, penso ad esempio all’innalzamento della soglia minima di esenzione dell’aliquota Irpef, oggi abbiamo approvato le aliquote IMU, che restano invariate rispetto allo scorso anno – afferma l’assessore ai Tributi Luisa Ceni-. Stiamo definendo i dettagli del bilancio di previsione del Comune, crediamo che non aumentare in alcun modo le tasse comunali in questo particolare periodo storico sia un importante segnale di attenzione nei confronti dei cittadini”.

Aliquote 2023. Restano esenti dal pagamento dell’IMU le abitazioni principali e le fattispecie ad esse equiparate, ad eccezione delle categorie di lusso A/1, A/8, A/9 alle quali è applicabile l’aliquota del 6,0 per mille e la detrazione di 200 euro. Risulta esente anche una sola pertinenza accatastata con l’abitazione come un garage, una cantina o una soffitta.
Anche per l’anno in corso è confermata una aliquota ordinaria pari all’11,4 per mille.

L’aliquota del 5,6 per mille viene invece calcolata su base imponibile ridotta del 50 per cento quando l’unità immobiliare viene concessa in comodato gratuito ad un parente di primo grado che la usa come abitazione principale.
A negozi e botteghe, laboratori per arti e mestieri, teatri e cinema, alberghi, fabbricati industriali, fabbricati commerciali, si confermare l’aliquota pari al 10,6 per mille. In caso di utilizzo diretto da parte del proprietario l’aliquota da corrispondere è pari al 9 per mille.

 Aliquota ridotta al 9,4 per mille, invece, per i proprietari di botteghe storiche iscritte nell’omonimo Albo del Comune di Verona.



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