Le Ipab – le Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza nelle quali rientrano i centri anziani e le Case di riposo – stanno affrontando l’ennesima profondissima crisi. Dopo la tregedia della pandemia, gli aumenti delle bollette rappresentano una minaccia diretta alla loro esistenza. Dove andranno i 5200 anziani delle 72 residenze veronesi (fonte: L’Arena)? Come faranno le famiglie a sopportare gli aumenti di 1825 euro all’anno dei quali si parla?
“Bisogna riformare il settore prima che crolli – spiega Mariafrancesca Salzani, consigliere di San Pietro Incariano, già candidata del terzo polo (Lista Azione- Italia Viva- Calenda) e componente dell’assemblea Nazionale di Italia Viva -. E la soluzione esiste: da centro servizi per anziani devono trasformarsi in aziende servizi alla persona; queste ultime potrebbero rivestire un ruolo strategico nella somministrazione di servizi multipli su tutte le fasce della popolazione di medicina territoriale ma soprattutto di welfare di comunità”.
Le Ipab si collocano, infatti, in una posizione a metà tra la disciplina pubblicistica, che prevede la supervisione pubblica in materia di vigilanza e tutela, e la permanenza di elementi privatistici, derivanti dal rispetto della volontà dei fondatori e delle norme statutarie.
“Già da tempo esiste una legislazione nazionale rimandata alle Regioni che hanno competenza giurisdizionale in materia socio sanitaria, che in Veneto non è ancora attuata pur essendo stata materia di decreto”.
Inoltre, c’è la questione della formazione del personale: “Nelle case di riposo servono operatori e una pianificazione della formazione rispetto al fabbisogno assistenziale. Abbiamo fatto bloccare una delibera regionale che operava in netto contrasto rispetto alle professionalità, le abilità, la remunerazione e le responsabilità degli operatori sanitari e assistenziali all’interno delle strutture”.
“Non possiamo più continuare a passare da un’emergenza all’altra” conclude Salzani. Quello che serve è una soluzione di lungo corso.
“La questione si pone in una dimensione temporale futura e permanente determinata da una situazione demografica che vede la popolazione italiana invecchiare sempre più, con un incremento sempre più corposo degli anziani fragili che presentano patologie degenerative fisiche e psicofisiche”.













