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“Take It Slow”, studenti dietro la camera da presa per la promozione del territorio

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“Oggi i giovani rivendicano, con brillante creatività, la necessità di costruire modelli nuovi, con consapevolezza e impegno. Il loro linguaggio è chiaro e immediato, e ci fa comprendere quanto la sostenibilità oggi sia un elemento irrinunciabile”. Lo dice l’assessore regionale al Turismo Federico Caner visionando i 10 video realizzati dalle 10 classi di istituti turistici del Veneto e realizzati con l’innovativa tecnica dello stop-motion con lo scopo di raccontare e promuovere il territorio in chiave sostenibile, tra antiche vie d’acqua, riserve naturalistiche e percorsi slow.

L’iniziativa arriva a compimento di un percorso formativo, durato un anno –  promosso e interamente finanziato dalla Direzione Turismo della Regione del Veneto nell’ambito del progetto europeo Take It Slow, sul programma Interreg Italia-Croazia, in collaborazione con il Centro Internazionale Civiltà dell’Acqua Onlus e la Rete Mondiale dei Musei dell’Acqua UNESCO.

I ragazzi hanno partecipato a seminari di carattere storico-culturale sul patrimonio legato all’acqua, a workshop sullo storytelling digitale e sulla tecnica dello stop-motion per la produzione dei video, a escursioni nei luoghi oggetto dei seminari, per carpire con prospettive e tecniche nuove le attrattive dei paesaggi del Delta del Po, delle vie fluviali del Padovano e degli squeri veneziani, per poi restituire sotto forma di racconto l’esperienza utilizzando i nuovi media. 

Così, più di 200 studenti degli istituti IPSEOA Cipriani di Adria, IPSEOA Pietro d’Abano di Abano, ITSCT Einaudi Gramsci di Padova, IIS De Amicis di Rovigo, IIS Colombo di Porto Viro e ITCS Lazzari di Dolo – con sede nelle tre province coinvolte dal progetto europeo: Venezia, Padova e Rovigo – si sono messi dietro la macchina da presa per diventare veri e propri registi del territorio, reinterpretandolo con la freschezza di sguardi giovani e la passione per un modo di narrare innovativo e affascinante. 

Complessivamente sono stati realizzati dieci lavori collettivi e diversi tra loro, accomunati da un messaggio unanime: l’importanza dell’acqua come bene da salvaguardare e la voglia di raccontare la bellezza dei paesaggi ad essa legati, che hanno disegnato il patrimonio naturalistico e culturale della nostra regione. Messaggio che avrà eco internazionale, in vista della terza edizione del concorso UNESCO “Youth Prize Contest The Water We Want”, organizzato su scala globale, la cui premiazione è prevista a giugno.



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