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Tosi: “Mentre il Veneto Orientale corre, Verona con Sboarina rimane marginale”

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Flavio Tosi, candidato Sindaco del centrodestra civico a Verona, dice: “Mentre le città del Veneto centro-orientale, Padova-Treviso-Venezia, si muovono e sanno fare squadra a livello regionale, Verona con Sboarina rimane ai margini e non tocca palla. Vale per i finanziamenti e le opere, quindi che si parli di Statale 12 (ricordiamo tra l’altro che il tratto nel nostro Comune sarebbe stato finanziato e già realizzato da Ikea, stoppata dall’attuale Primo Cittadino), o del collegamento su rotaia Verona-Aeroporto Catullo, con la nostra città che non riesce a reperire fondi attraverso la Regione, ma riceve da anni solo tante, troppe promesse. Vale per la Sanità, settore in cui gli ultimi progetti significativi portati a termine a Verona sono ancora legati al mio Assessorato regionale – dice Tosi -, lo stesso dicasi per le sempre più evidenti carenze di personale”.

“Per averne ulteriore conferma – aggiunge Tosi -, basta leggersi l’intervista di oggi al Gazzettino del Sindaco di Venezia Brugnaro, che appoggia con una sua lista Sboarina e che però ammette che il suo obiettivo è creare una grande città metropolitana Venezia-Padova-Treviso. In questo triangolo Verona non è minimamente contemplata, anzi resterà sempre più penalizzata da PaTreVe. Sia chiaro, è legittimo che il Sindaco di Venezia, persona perbene, dal suo punto di vista abbia questo obiettivo; lo è meno che Sboarina, il quale dovrebbe pensare agli interessi di Verona, accetti supinamente alleati che non mettono Verona al centro della loro agenda politica, ma anzi perseguono politiche che Verona la pongono ai margini”.

“Del resto Sboarina è il primo Sindaco che ha ceduto alla Regione importanti asset, vedi per esempio il gigantesco indotto dell’Estate Teatrale Veronese – incalza Tosi -. Con lui la nostra città non è per nulla considerata né da Venezia, né da Roma, eccezion fatta per le promesse di soldi che verranno in futuro. Non casualmente l’aeroporto di Treviso ha ricevuto dallo Stato oltre quaranta milioni per opere infrastrutturali (già erogati), mentre l’ampliamento del Catullo ce lo paghiamo noi da soli. E il Marco Polo ha visto piovere milioni per tutti i collegamenti con Venezia”.



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