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Da Verona l’appello per istituire la Giornata nazionale della vita nascente

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In una lettera inviata ai Presidenti del Senato e della Camera, il sindaco Federico Sboarina chiede che il 25 marzo diventi la Giornata nazionale della vita nascente, con l’obiettivo di promuovere il valore della maternità e risolvere l’emergenza della denatalità. Infatti, secondo i dati Istat, il fenomeno è in aumento dal 2008 e nel 2050 potrebbe far diminuire la popolazione italiana di quasi 20 milioni di persone.

Sboarina spera nell’approvazione, da parte del Parlamento, delle sei proposte di legge depositate sia alla Camera che al Senato per l’istituzione della Giornata della vita nascente. A presentare l’iniziativa insieme al sindaco, il deputato e consigliere comunale Ciro Maschio, primo firmatario di una delle sei proposte di legge e i consiglieri comunali Anna Leso, Anna Grassi e Paola Bressan. Presenti anche il presidente dell’associazione Family Day Massimo Gandolfini, il coordinatore della rete per la Giornata della vita nascente Andrea Mazzi e Pino Morandini del coordinamento nazionale. In collegamento streaming anche il sindaco di Brenzone sul Garda Davide Benedetti.

“L’Italia non fa più figli – ha detto il sindaco -. È un problema nazionale che dobbiamo affrontare con urgenza e con la massima unità, perché le ricadute della denatalità ci riguardano nell’immediato ma soprattutto nel futuro, con gravi conseguenze per le nuove generazioni. La Giornata della vita nascente vuole essere il primo concreto passo verso un radicale cambio culturale, per dare alla genitorialità e alla famiglia un ruolo centrale nella società. Servono interventi forti per incentivare la natalità. I figli sono una ricchezza, in primis per i genitori che hanno la fortuna di poter provare un amore che non conosce termini di paragone, ma anche per tutta la società”.

Secondo i sostenitori della Giornata nazionale della vita nascente, si dovrebbe verificare un cambio culturale nei confronti del ruolo genitoriale. In particolare, il cambiamento dovrebbe riguardare una maggiore attenzione alle cure da prestare al nascituro e alla donna in stato di gravidanza, ai diritti della gestante ai servizi sanitari e di assistenza, e alla legislazione sul lavoro a tutela della madre e del padre.

“Non basta invitare le coppie ad avere figli, bisogna metterle nelle condizioni di non avere paura di crearsi una nuova famiglia, incentivare le nascite con sostegni e servizi adeguati”, ha commentato il consigliere Leso.

“Una società non può basarsi sull’individualismo ma sul noi, sulla famiglia e sulla genitorialità – ha aggiunto il consigliere Bressan -. Perciò va dato valore alla maternità per fermare l’inverno demografico. Non servono provvedimenti frammentari bensì continuativi ed integrati, come ad esempio l’assegno unico universale che è unico perché finalizzato alla semplificazione e che mira a sostenere la genitorialità indipendentemente dal reddito”.

“La Lega porta avanti politiche in favore della famiglia e della natalità. Una sfida culturale e sociale che abbraccia inevitabilmente il mondo lavoro. Diventano sempre più fondamentali, perciò, interventi per incrementare il welfare nelle aziende e private e pubbliche”, ha concluso il consigliere Grassi.



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