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Sboarina: un piede in Fratelli d’Italia l’altro nella defunta associazione Battiti

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Con incredibile lentezza nel pieno della pandemia, il sindaco Federico Sboarina è riuscito a trovare una parziale quadra politica all’interno di Palazzo Barbieri con l’inserimento di due nuovi assessori, Andrea Bassi e Stefano Bianchini. Giustiziata la leghista Edi Maria Neri, nata con Verona Pulita di Michele Croce e ghigliottinata come assessore leghista con grande affronto al leader veronese Nicolò Zavarise. Se prima si detestavano, oggi si odiano, si aspetta solo la resa dei conti ma sappiamo già chi sarà politicamente decapitato. Adesso ci sono da sciogliere i nodi di Veronamercato dove in pole position c’è l’ex presidente di Coldiretti Damiano Berzacola e la scelta più importante del numero uno di Agsm, dove rimane favorito l’ex vicesindaco, ex consigliere regionale e leader di Verona Domani in Fratelli d’Italia Stefano Casali.

Ora il sindaco pensa al suo futuro. Ufficiale la sua richiesta per entrare nel grande contenitore/serbatoio nazionale Fratelli d’Italia guidata da Giorgia Meloni, alla quale molto interessa il risultato nazionale, per nulla le problematiche locali. D’altronde Federico Sboarina non ha vie d’uscita. Litigando e giustiziando dove ha potuto, l’unica speranza di rimanere nell’ambito politico resta l’adesione a Fratelli d’Italia. Forza Italia lo ha già abbandonato, la Lega lo detesta cordialmente, Verona Domani di Matteo Gasparato e Casali lo sostengono causa Covid ma sono in attesa di un suo probabile capitombolo. Per non parlare dei poteri forti: il Banco Bpm lo ignora, la fondazione Cariverona lo vede come fumo negli occhi e Cattolica Assicurazioni, che all’inizio del suo mandato lo ha agevolato, ha preso atto ufficialmente della sua non adeguatezza.

Se andiamo in Regione il suo punto di forza, Daniele Polato, è stato umiliato sbeffeggiato e smentito prima ancora che la legislatura regionale incominciasse, senza calcolare i guai giudiziari e penali che incombono come nubi piene di grandine sulla sua testa. Il suo uomo in Agsm, l’ex presidente Daniele Finocchiaro, vive in un ritiro da cincinnato ed è sparito dalla circolazione. Ecco perchè Giorgia Meloni è l’unica possibilità che rimane a Sboarina per rimanere in pista nell’autodromo della politica. Senza contare che il movimento civico che lo ha portato al successo, Battiti, si è sciolto come neve al sole, con grandissima delusione di chi ci ha creduto, dal primo all’ultimo dei militanti.

Sboarina non può essere sfiduciato perché con il Covid sarebbe un suicidio per la città. Lui aspetta di poter mettere anche il secondo piede in Fratelli d’Italia, nella speranza di essere riconfermato sindaco dall’intero centrodestra. Secondo i ben informati invece, il suo ingresso ufficiale in Fratelli d’Italia provocherebbe un traumatico divorzio tra i partiti della coalizione senza contare coloro che sono seduti sulla riva del fiume e aspettano di vedere il passaggio del cadavere. Leggesi sinistra, Flavio Tosi, Prima Verona di Michele Croce e chi più ne ha più ne metta.



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