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Zaia fa un altro miracolo e lancia contro il Covid il tampone fai da te

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A portare una valanga di gente a votare Zaia lo scorso settembre non è stato solo il buon governo degli ultimi 11 anni, che oltretutto ereditava le macerie dell’amministrazione Galan e della sua associazione a delinquere, è stata anche la lungimiranza e la caparbia tenacia del presidente nella lotta contro il Covid. Anche il popolo della sinistra lo ha riconfermato Governatore perchè da quando lo scorso febbraio è esplosa la pandemia, il leghista ‘un po’ nostrano di casa nostra’ non ha mai praticamente sbagliato una mossa. In primis ha risolto il caso di Vo’ Euganeo e seguito il tracciamento a tappeto dei contagi in tutto il Veneto e ora, non abbassando la guardia, l’implementazione dei controlli a tappeto con il test fai da te. Una misura annunciata un paio di giorni fa.

Si parte con cinquemila test. Quella che Zaia mette in campo è l’ennesima rivoluzione a un sistema sanitario nazionale in difficoltà che il ministero della Salute non è riuscito a raddrizzare nonostante abbia avuto un’intera estate di “pausa” per correggere gli errori fatti durante la prima fase. Il tracciamento va a rilento e il Comitato Tecnico Scientifico non riesce a più a star dietro ai campanelli d’allarme suonati dalle Regioni. L’Italia si sta colorando di rosso e i tecnici del premier Giuseppe Conte non sanno più come contenere un contagio che è arrivato a oltre 40mila nuovi casi ogni 24 ore. Ma mentre a Roma sembrano pietrificati dall’emergenza, in Veneto Zaia si è dato una mossa ed è corso a cercare una soluzione. Ai test auto-diagnostici il Governatore pensava già da un po’ di tempo per ottenere uno screening di massa del territorio veneto aggirando così l’intasamento delle Ulss. “Quando ne avevamo parlato le prime volte, ci davano degli sprovveduti”, ha dichiarato sabato scorso Zaia in conferenza stampa. Ora, però, che anche il direttore aggiunto dell’Oms, Ranieri Guerra, ha dato il proprio consenso a questi test rivoluzionari e che presto saranno distribuiti in farmacia, probabilmente in molti inizieranno a ricredersi sulla strategia del Governatore leghista.

Tornando sui Colli Euganei, quando per esempio il primo cittadino di Vo’ risultò positivo, Zaia prese due scelte importantissime: chiudere l’ospedale di Schiavonia con medici e pazienti all’interno e decidere di investire migliaia di euro per sottoporre i test a tutti gli abitanti di Vo’. Nessun protocollo lo prevedeva, ma l’idea è stata geniale: due settimane dopo, su invito di Crisanti, ripeté pure l’esperimento, trasformando il paesino in un caso di studio unico al mondo in grado di rivelare l’importanza degli asintomatici nella diffusione del contagio. Non è esagerato, insomma, affermare che quanto realizzato a Vo’ e in Veneto è oggi il “paradigma” italiano, se non europeo, per la lotta al virus. Zaia è sempre stato un passo avanti agli altri, anche quando le autorità sanitarie mondiali remavano contro. Fino al test fai da te, altro primato veneto.



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