Home Prima pagina Macedonia di successi, insuccessi, invidie e risentimenti

Macedonia di successi, insuccessi, invidie e risentimenti

Condividi


Condividi

Nella nostra importante Regione e a Verona queste elezioni hanno shakerato millantati numeri, poteri certi e insospettabili battitori liberi. Partiamo dal nazionale. Il presidente Conte resterà fino al 2023 anche se ora è tenuto al laccio da Zingaretti e Di Maio. Il partito di Grillo si è sgonfiato come un pallone bucato con il rischio che se si va alle elezioni anticipate i grillini spariscono.

Passiamo al regionale: il trionfo di Zaia e De Luca, conferma che gli italiani vogliono una buona amministrazione o la sua parvenza. Nella Lega ha stupito molto, visto che entrambi giurano che non c’è guerra interna e che il partito è una squadra, come l’ha definita Lorenzo Fontana coordinatore regionale del Veneto come la Juve con tanti campioni, che Matteo Salvini si sia complimentato con Zaia per una vittoria che non ha ricordi nella storia della Repubblica, con un messaggio su Whats App. Senza nemmeno una telefonata come farebbe un qualsiasi segretario di partito. Segnale eloquente. Venendo ai fatti di casa nostra, successo meritato di Stefano Valdegamberi dei leghisti di lungo corso e non dei giovanissimi candidati. Il vero exploit viene da Forza Italia che all’ultimo minuto ha accettato un uomo di Flavio Tosi, osteggiato da tutti. Incluso Massimo Ferro che ha puntato su altri candidati ferocemente sconfitti. Censurato dai mass media, sbeffeggiato dagli uomini storici di Forza Italia. Alberto Bozza, consigliere comunale ex assessore della giunta Tosi, ha preso invece quasi 5.000 preferenze e andrà sicuramente a sedersi a Palazzo Ferro Fini. Un successo che conferma che l’ex sindaco Tosi a Verona conta ancora moltissimo in termini numerici in qualsiasi partito militi. A Forza Italia ha dato una spintarella che l’ha portato al 4,24% raddoppiando le previsioni. In Fratelli d’Italia ottimo il risultato di Daniele Polato e un po’ di delusione per il secondo arrivato Stefano Casali. Gli altri candidati su cui si puntava hanno fatto la loro battaglia politica fino all’ultimo secondo. Giorgetti se non avrà un ente farà il ricco pensionato, la Lega con Nicolò Zavarise, sommando i voti delle varie liste, non può lamentarsi del successo ottenuto. Quanto alla sinistra come scriveva Pirandello “Così è se vi pare”. Bigon, La Paglia e Allegri hanno ottenuto ciò che bene o male si prevedeva. Tra gli outsiders da segnalare Andrea Croce della lista Veneta Autonoma per Zaia che da vergine politico è arrivato terzo in provincia e primo in città, portandosi a casa le sue 1.300 preferenze. Per un neofita un dato più che soddisfacente. Sta di fatto che comunque per i prossimi cinque anni salvo sorprese di qualsiasi tipo, il vero padrone del Veneto si chiama Luca Zaia, soprannominato Lucashenco governatore dello Zaiastan. Due definizioni che al Governatore danno molto fastidio ma i suoi fans lo chiamano così. In compenso l’imperatore del Veneto, con una punta di veleno risponde “Perchè vinco? Io governo, non vado in giro a fare comizi”. Una frase che dice tutto per il presente e il futuro.

Ps. Non è giusto dimenticarsi delle liste minori che hanno fatto la loro faticosa e povera battaglia politica ma come sempre alla fine hanno raccolto molto poco nonostante fatiche, rinunce e speranze.



Ti potrebbe interessare...

Controlli sugli autobus, Mazza: sicurezza priorità per ATV

Verona alza il livello di attenzione sulla sicurezza del trasporto pubblico. Dopo...

Finanziere fuori servizio sventa furto in casa a Borgo Roma

Un finanziere libero dal servizio, in forza al Comando Provinciale della Guardia...

Verona, confronto sulla riforma della giustizia: oggi incontro di Fratelli d’Italia alle Stimate

Questa sera Verona diventa teatro di un momento di confronto diretto tra...

L’Arena riapre al pubblico dopo le Olimpiadi

Dopo aver incantato milioni di spettatori in tutto il mondo con le...

“Autospurgo