Mentre sembra raggiunta la quadra su mascherine e capienza dei mezzi, in vista della ripresa dell’anno scolastico resta da capire come ci si occuperà di contingentare i flussi sugli autobus, per assicurarsi che non venga superato il numero massimo di utenti consentito.
“Il Comune di Verona precetta i ‘nonni vigile’ per la sorveglianza fuori dalle scuole cittadine, perché non predispone un avviso anche per la ricerca di figure socialmente utili che collaborino a sorvegliare le fermate dell’autobus? O perché non si avvale dei percettori del reddito di cittadinanza?”. Il suggerimento arriva da Massimo Giorgetti, di Fratelli d’Italia, vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto.

“L’azienda dei trasporti ha già comunicato di non avere abbastanza operatori disponibili e anche impiegando gli agenti di Polizia locale, che però sono impegnati pure su altri fronti, è ovviamente impensabile vigilare su tutte le 1.200 stazioni di sosta del territorio urbano”, commenta il consigliere veronese. “Invece si potrebbe tarare il servizio in base alle necessità, mappando le fermate per capire dove l’affluenza è maggiore. Alcune sono ben note: penso agli snodi di Porta Vescovo e della stazione di Porta Nuova. Perché non prevedere, nei punti più critici, la presenza di un volontario che aiuti a disciplinare l’accesso ai mezzi pubblici?”.
Arrivati a questo punto, conclude Giorgetti, serve collaborare al massimo ed evitare il rimpallo delle responsabilità. “Le scuole stanno facendo i salti mortali per garantire la sicurezza degli studenti e del personale all’interno dei plessi”, dice. “Questi sforzi non vanno vanificati applicando regole morbide sugli autobus solo perché nessuno è in grado di controllare l’affollamento e la durata del percorso di ogni passeggero. Per migliaia di famiglie con figli in età scolare non esistono alternative al trasporto pubblico. L’Amministrazione faccia la sua parte per attenuare le loro preoccupazioni e assicurare un servizio il più fluido possibile”.













