Home In evidenza “Per un nuovo impegno in Regione sempre a viso aperto”. Così Salemi si presenta alle regionali

“Per un nuovo impegno in Regione sempre a viso aperto”. Così Salemi si presenta alle regionali

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“In questi cinque anni di mandato in Consiglio regionale e soprattutto in questi ultimi mesi tutto è cambiato, il mondo e le persone, ma io sono rimasta uguale a me stessa, nel sentire e nel fare politica, nell’impegno di restare fedele agli stessi principi e valori che mi hanno da sempre animata. Ho scelto la strada più difficile candidandomi dentro un appuntamento elettorale che presagisce un risultato scontato, ma ritengo che sia un diritto-dovere e un gesto di libertà rappresentare un pensiero non univoco dentro il pluralismo della democrazia.  Ed è proprio per dare un’alternativa, a chi lo ritiene legittimo, che desidero proseguire il mio impegno in Consiglio regionale. Sono una donna e come tale dotata di certo realismo, che rifiuta l’approccio ideologico ai problemi da risolvere”.

Con queste parole Orietta Salemi ha presentato oggi la propria candidatura per le elezioni regionali del 20 e 21 settembre nella Lista Daniela Sbrollini Presidente, Italia Viva – Civica per il Veneto – PSI- PRI. Presente alla conferenza stampa anche l’onorevole Davide Bendinelli.

“Lontana dal voler demonizzare il governo Zaia a tutti i costi presentando, secondo slogan consumati un Veneto che non funziona, fatto soltanto di problemi, io voglio evidenziare invece le straordinarie potenzialità di una regione che ha raggiunto un certo grado di benessere e di qualità della vita, grazie a un passato di laboriosità e di sacrifici della sua gente oltre che e a una notevole capacità imprenditoriale, ma che oggi rischia di perdere il treno per il proprio futuro. Quasi vent’anni di gestione Zaia e centro destra non hanno risposto a come mantenere sostenibile il modello raggiunto. Al di là della narrazione rassicurante, i dati del Veneto mostrano una regione con saldi demografici negativi: una popolazione che invecchia a velocità esponenziale, una natalità assente, una fuga di giovani che se ne vanno non solo all’estero, ma anche in altre regioni vicine come Emilia Romagna, Lombardia e Trentino, per costruire altrove il proprio progetto di vita”, ha aggiunto Salemi.

“E’ necessario investire sul capitale umano, formazione, ricambio generazionale per portare innovazione, capacità produttiva, dinamicità economica e sostenere la competitività internazionale. Il Veneto quindi si deve rigenerare – precisa Salemi – grazie a una politica dalle scelte coraggiose, strategiche, concrete di programmazione e sviluppo per invertire la rotta di questa fotografia anagrafica che si sta sbiadendo”.

Più Verona nel Veneto. Verona e il suo territorio provinciale devono essere maggiormente valorizzate nel prossimo quinquennio. Troppe volte in questi anni c’è stato sempre un territorio che veniva prima di Verona, per investimenti di risorse e per attenzione politica. Per me restano il Veneto come obiettivo e Verona nel cuore”.

“È sotto gli occhi di tutti che ho scelto la corsa più difficile, quella dal risultato scontato, ma anche quella che si lascia alle spalle un porto sicuro per un approdo nuovo e ancora tutto da scoprire e costruire. Tuttavia, non mi sarei mai potuta perdonare uno scarto da quello che sento e che sono, una specie di distonia dalla mia coscienza. Perciò, vado avanti, A viso aperto”, ha concluso Salemi.

Davide Bendinelli ha detto: “Il nostro è un progetto politico ambizioso e coraggioso anche se la strada è in salita. La lista veronese ha esponenti competenti e con esperienze politiche pregresse. Vogliamo trovare un radicamento nelle Istituzioni a partire dalla regione per poi passare ai comuni fino ad arrivare a livello nazionale per unire progressisti e riformisti così da dare un’alternativa a un elettorato moderato orientato alla concretezza degli obiettivi e dei risultati. La gestione della regione Veneto è stata negli ultimi 20 anni baricentrica, prima a Padova e poi a Treviso, mentre Verona è stata dimenticata. Noi vogliamo far valere le esigenze della città e dei suoi 98 comuni”.



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