Il sindaco vendicativo e ciuffettone si trova un’altra volta ad affrontare il problema delle bombe d’acqua, ormai diventate di ordinaria amministrazione a causa del clima. Dopo giorni di calura e siccità la città è stata colpita, anche se annunciata, dall’ennesima bomba d’acqua durata non più di 20 minuti. Tempo però sufficiente perchè ancora una volta si allagassero i sottopassi le circonvallazioni, Borgo Venezia, Portoni Borsari e via dicendo. Esplosi come petardi i tombini non ripuliti, pieni di sterpaglia e rifiuti. Il sindaco ciuffo e mascherina sembra non preoccuparsi troppo di questo problema che fa inferocire non poco i residenti dei luoghi indicati. Conferma però la sua totale incapacità di gestione dell’amministrazione del nostro Comune, delle società controllate che si dovrebbero occupare di questi problemi, e delle problematiche che questi disagi comportano, vista la loro costante continuità, a residenti e passanti. Il primo cittadino incurante dei problemi che assillano la città promette stadio, filovia, fusioni fantasma con multiutility e ripresa altrettanto fantasma del turismo, mentre la città affonda sotto i suoi occhi nella disperazione. Crede che basti un selfie per far fessi i veronesi ma si sta sbagliando a 360 gradi. Non è un grande attore, tantomeno un trascinatore di folle.
Si intestardisce a farsi fotografare mentre controlla chi entra alla casa di Giulietta ma pare non preoccuparsi dei disagi e dei gravi danni che continuamente subiscono i residenti di alcune zone che appena Giove pluvio si scarica su Verona comporta a molti di coloro di chi magari lo hanno votato. Una scelta che doveva portare ad un miglioramento della qualità della vita e dell’efficienza dei servizi della città. Forse oggi, dopo l’ennesima bomba d’acqua,i cittadini si sono accorti che si stava meglio quando si stava peggio. Nella foto sopra un tombino esploso a 50 metri dalla chiesa di San Giorgio in Braida e a 100 metri dal Teatro Romano.














