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“VeronExit”. Nuova rogna per il Sindaco

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Non c’è pace per il primo cittadino di Verona che porta la città all’onore delle cronache nazionale, ma in negativo. Federico Sboarina rilancia l’iniziativa ideata da Vittorio Sgarbi e sul sito del Comune compare il link per sottoscrivere la consultazione popolare. Tutto parte dal comitato promotore “Libera l’Europa – Uexit”, con tanto di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale numero 136 del 28 maggio 2020. “Sottoscrittori della proposta di legge di iniziativa popolare sono 14 professionisti romani, ma a capo del movimento c’è il solito Vittorio Sgarbi. L’iniziativa è appoggiata da parte dell’ultradestra radicale e sovranista e dal Movimento Stop Euro”. Sul sito istituzionale del Comune viene spiegato ai cittadini come fare e dove presentarsi per chiedere l’uscita dell’Italia dall’Unione Europea, ricordando bene la scadenza: 10 dicembre 2020. Poi si accorge della frittata politica che ha combinato e ritira dal portale l’adesione all’iniziativa promossa dal Comitato promotore ‘Libera l’Europa-UEXIT’, di cui rimane traccia solo come nota informativa per la raccolta delle firme, come messa a disposizione dell’Ufficio per le Relazioni con il Pubblico. Ad accorgersi per primi sono stati tre rappresentanti del Partito Democratico Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani che hanno diffuso un comunicato dichiarandosi “allibiti ed esterrefatti”. “Altri Comuni, da Milano a Bologna a Reggio Emilia, hanno democraticamente messo a disposizione il servizio di certificazione delle firme nei propri Urp, ma nessuno lo ha fatto con la formula dell’adesione. Si tratta quindi di un grave errore. Sboarina dovrà tra l’altro spiegare ai veronesi che le decine di milioni di euro che arriveranno a fondo perduto dall’Europa tramite il Recovey Fund, lui non li vuole”. Visto il polverone mediatico, il segretario generale Cristina Pratizzoli e il vicesegretario Giuseppe Baratta hanno diffuso una nota di precisazione: “Da parte del Comune di Verona non c’è alcuna adesione ideale, né tantomeno politica alle iniziative referendarie e di legge proposte da vari soggetti. Il ruolo svolto dalle istituzioni, e quindi anche dal Comune, assolve al dovere legale oltre che civico di consentire la raccolta delle firme dei cittadini. Si tratta di un compito obbligatorio e che non ha alcuna discrezionalità”. Tuttavia ammettono che qualcosa non ha funzionato nella pubblicizzazione della raccolta di firme. Arriva anche la replica del sindaco Federico Sboarina che in un post su Facebook scrive: “I giornali e i giornalisti sono fondamentali per la democrazia. Purtroppo non tutti. Non quelli che non sanno distinguere le notizie dalle strumentalizzazioni politiche e che non sanno distinguere i ruoli. Quello che fa un segretario generale di un comune da quello che fa un sindaco. Adesso vi dico una volta per tutte che il Comune di Verona non aderisce a nessuna raccolta firme di proposte di legge, nè a questa nè ad altre di qualsiasi carattere politico. Nel suo ruolo istituzionale svolge solo l’obbligo di legge di dare la possibilità ai cittadini che vogliono di firmare. Questa è la democrazia, tutto il resto sono strumentalizzazioni e parole a vanvera”.



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