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Il Trestinipensiero per l’edilizia e per un progetto territoriale da realizzare a breve

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La Storia ci insegna che senza lo sviluppo del settore edile non può esserci ripresa. La crisi degli anni scorsi ha decimato le imprese italiane come quelle veronesi. Nel 2019 si è invece registrato un leggero incremento del 2,3% che oggi la pandemia potrebbe far diminuire. Il presidente dei costruttori veronesi Carlo Trestini si fa forte della sua esperienza e dopo aver analizzato i dati di marzo e aprile, che però non fanno testo, punta tutto su una crescita nel prossimo anno. I prossimi mesi saranno comunque molto importanti per capire come reagiranno le imprese del settore e come l’edilizia riuscirà a superare questa nuova fase di avviamento. Tutto dipenderà, sostiene Trestini, da come il Governo si comporterà nei confronti del sostegno all’economia. Ovvero se i decreti emanati in questi mesi saranno rispettati e soprattutto se si effettuerà quella tanto agoniata semplificazione burocratica che soffoca e rallenta il settore edilizio, e non solo quello. Oggi è più che mai indispensabile. Carlo Trestini spinge su ciò che gli interessa di più e cioè sullo sviluppo della dimensione locale. Trestini propone la creazione di un tavolo tra Comuni, Province, Protezione Civile, Regione e gli altri enti preposti per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici e compensare, giocando d’anticipo, l’estrema fragilità del territorio. Una forma di messa in sicurezza della nostra Provincia e la realizzazione di infrastrutture che potrebbe stimolare e sviluppare gli investimenti che andrebbero anche a sostenere l’intero settore edilizio. Il Trestinipensiero non è nuovo perchè già nel 2010, dopo le alluvioni che avevano mandato sott’acqua Soave e dintorni dell’est veronese, si era pensato ad un programma di questo tipo. Nonostante siano passati 10 anni come si è visto in questi giorni, precisa Trestini, siamo ancora alla politica dell’emergenza. Si contano i danni e si chiede lo stato di calamità per coprire almeno una parte dei costi. Per il settore edilizio servono incentivi a privati, per il pubblico invece risorse e progetti. Il Decreto Rilancio del Governo piace ai costruttori veronesi soprattutto per il super bonus. Un incentivo che vale come effetto volano fino a 21 miliardi con la possibilità di sviluppare 100 mila posti di lavoro. Va però ampliata la platea dei beneficiari e serve assolutamente una proroga della scadenza al 31 dicembre 2021. Indispensabile poi, precisa ancora Trestini, la cessione del credito. I presupposti per far ripartire l’edilizia ci sarebbero tutti, adesso bisogna riflettere sul “volere è potere”.



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