Sulla scia di manifestazioni per la morte di George Floyd, anche Verona si unisce al coro e scende in piazza per protestare contro il razzismo, a causa dalle morte dell’uomo di origini afroamericane, morto lo scorso 25 maggio a Minneapolis per asfissia dopo essere stato arrestato dalla polizia. In Piazza dei Signori più di un centinaio di persone si sono riunite per manifestare sotto lo slogan #blacklivesmatter. Il presidio è stato organizzato dalle associazioni Rete degli Studenti medi di Verona, Unione degli Universitari di Verona e Studenti Per Accademia di Belle Arti Verona. A metà manifestazione è stato chiesto a tutti i partecipanti di inginocchiarsi, un gesto simbolico di protesta contro la violenza sulla comunità nera. In ginocchio per 8 minuti, il tempo che George Floyd ha passato steso per terra con il ginocchio del poliziotto puntato alla gola, mentre chiedeva di essere liberato perché non riusciva a respirare. “I can’t breathe” è diventato poi lo slogan delle proteste e anche a Verona è stato ripetuto per scandire gli otto minuti di silenzio.
Dopo la grande manifestazione di Washington, ancora una volta in migliaia si sono radunati davanti alla Trump Tower di New York e di fronte alla Casa Bianca. L’edificio è circondato da una rete di protezione alta 3 metri e lunga quasi 3 chilometri: è il “muro” eretto attorno alla residenza presidenziale che sta tenendo lontano le migliaia di manifestanti che si sono radunate a Washington. Intanto in America: la città di Minneapolis taglia i fondi alle forze dell’ordine e smantella il suo dipartimento di polizia, e New York si prepara a farlo. Il sindaco Bill de Blasio ha promesso di tagliare una parte dei fondi destinati al New York Police Department e di destinarli ai servizi per i giovani e ai servizi sociali. Sempre a New York, ancora una volta, si sono radunate migliaia di persone davanti alla Trump Tower per protestare contro la condotta del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

















