Home Prima pagina Fusione Agsm-A2A: i Past President diffidano Cda e Comune. Rischio Procura, Anac e Corte dei Conti

Fusione Agsm-A2A: i Past President diffidano Cda e Comune. Rischio Procura, Anac e Corte dei Conti

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Decine di giornalisti ed agenzie stampa da tutta Italia hanno partecipato alla conferenza stampa virtuale che ha avuto come tema di discussione alcuni aggiornamenti relativi all’operazione di partnership tra A2a, Agsm Verona e Aim Vicenza. La “call” è stata presieduta dai due Past President di Agsm, l’avvocato Michele Croce e l’avvocato Gian Paolo Sardos Albertini che hanno firmato la diffida, successivamente notificata nella mattinata di oggi ad Agsm (al Consiglio di Amministrazione, al Collegio Sindacale e all’Organismo di Vigilanza), alla Giunta ed al Consiglio Comunale di Verona. Croce e Sardos Albertini dichiarano: “Abbiamo notificato nella mattinata di oggi ad Agsm Verona, al suo consiglio di Amministrazione, e al Consiglio Comunale di Verona, una diffida a procedere con l’operazione di aggregazione di Agsm Verona S.p.A. con A2A S.p.A. L’atto odierno arriva dopo tre esposti, depositati nel mese di aprile presso la Procura della Repubblica di Verona, la Procura della Corte dei Conti, l’AGCM e l’A.N.A.C., ed è mosso da un unico interesse: quello di tutelare i soci di Agsm, e quindi tutti i veronesi, ma anche i cittadini vicentini, soci di AIM Vicenza e  anch’essi coinvolti in maniera diretta nell’operazione di aggregazione, dal rischio di un danno da svariate centinaia di milioni. Nella scelta di un partner industriale, l’unico modo ammesso dalla legge per società come Agsm è una procedura ad evidenza pubblica. Ogni altro strumento ha palesi profili di illegittimità, ed è esattamente ciò che si è verificato con la “procedura in esclusiva” portata avanti con A2A. Ne consegue che c’è solo un’unica cosa da fare: fermare la procedura già in essere ed aprire una nuova procedura ad evidenza pubblica, al fine di perseguire la trasparenza nelle modalità e la consapevolezza di scegliere il miglior partner industriale. Se così non fosse, non assisteremmo alla nascita della famosa Multiutility del Veneto di cui tanto si parla, bensì piuttosto di una Multiutility del Nordovest, in cui la leadership industriale passerebbe nelle mani di Milano, lasciando a Verona e Vicenza solo le briciole”.



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