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Italia Nostra, Lipu e Comitati no Filobus con Croce: “Obbligatorio ripensare l’opera”

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“Le riflessioni del professor Tullo Galletti confermano la necessità di ripensare all’opera finché si è ancora in tempo”. Questo quanto dichiara il Presidente del movimento civico Prima Verona, Michele Croce, unitamente alla Presidente della sezione veronese di Italia Nostra, Marisa Velardita, alla coordinatrice regionale Lipu Birdlife Italia, Chiara Tosi, ed ai seguenti comitati
contrari alla realizzazione del Filobus: Comitato Operafilavia con il rappresentante Claudio Rubagotti; Comitato San Paolo con il rappresentante Giovanni Valenza; Comitato No Filobus Verona con il rappresentante Marco Bonazzi; Comitato Gas con il rappresentante Davide Carabellese; Comitato San Rocchetto con la rappresentante Giulietta Lugoboni e il Movimento per la Decrescita Felice con il rappresentante Gianfranco Di Caro. Insieme intervengono a seguito delle riflessioni dell’architetto Tullo Galletti concernenti la mobilità cittadina, che andrà completamente riprogettata dopo la pandemia da Covid. Il professor Galletti parla della necessità di reinventare il futuro della mobilità, ricorrendo sempre più alla mobilità dolce (in particolare bicicletta e quindi piste ciclabili continue, collegate ed integrate), a nuovi spazi di sosta alle fermate (impianti capillari e non più parcheggi scambiatori), alla necessità di ricomporre la domanda di trasporto per ridurre il carico nelle ore di punta, a una forte
integrazione fra mezzi pubblici e mezzi privati. In questo scenario interviene Michele Croce insieme a Italia Nostra, Lipu ed ai
comitati e movimenti che si battono per evitare che venga realizzata un’opera dannosa per la città di Verona, che peggiorerà la situazione del traffico, anziché migliorarla (come certificato dagli stessi dirigenti comunali), ad un costo altissimo: 143 milioni di soldi pubblici, di cui 57 milioni a carico esclusivo dei veronesi (delibera Cipe n. 38 del 26.04.2018). Italia Nostra, Lipu e Comitati: “Il Filo-mostro più costoso e inutile della storia, che indebiterebbe i veronesi per i prossimi decenni, può e deve essere fermato. Ancor più oggi, alla luce dei nuovi scenari sulla mobilità urbana che gli esperti immaginano. Fermare l’opera è giuridicamente possibile ed economicamente sostenibile, tenuto conto che finora si sono spesi circa 5 dei 143 milioni preventivati (solo il 3,5% circa del totale). Abbiamo avuto la conferma che il Ministero dei Trasporti è tuttora disponibile a ridiscutere il tutto, basta che il Sindaco si attivi.” Croce: “Siamo sempre stati contrari a questa opera vecchia, inutile, dannosa. Oggi lo siamo ancora di più, visto che il mondo della mobilità cambierà completamente e continuare con il Filobus vuol dire non accorgersi di ciò che sta succedendo. Quei 150 milioni potrebbero essere risparmiati e in parte utilizzati per realizzare semplicemente ciò che gli esperti ci continuano a dire: piste ciclabili continue e collegate, integrate ad un servizio di mobilità cittadina senza vincoli, agile, frequente, alimentato elettricamente. Invitiamo ancora una volta il Sindaco Sboarina ad ascoltare le voci autorevoli degli esperti e delle migliaia di cittadini riuniti nei comitati, e ad andare a Roma per ripensare insieme al Ministero l’opera. Si può ancora fare.”



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