“Io Dige, mi racconto così…” è il libro sul calciatore Antonio Di Gennaro, a cura di Rino Lorusso, presentato ieri pomeriggio in Municipio. Per l’occasione, oltre al protagonista e all’autore, si sono presentati il sindaco Damiano Tommasi e i giornalisti Lorenzo Fabiano, Gianluca Tavellin e Andrea Spiazzi.
“E’ un onore ospitare nella casa dei veronesi una delle eccellenze del nostro calcio – ha detto il sindaco -. Oggi sono qui da spettatore, le immagini del libro mi rimandano con la memoria alle radiocronache dello scudetto, ricordi che tutti portiamo nel cuore. Mi piace condividere lo stato d’animo di tanti veronesi e l’orgoglio della città nei confronti di Antonio Di Gennaro. Lui, insieme all’Hellas, rappresentano la nostra storia. È indelebile il segno che hanno lasciato nella nostra città”.
“La differenza tra un bravo giocatore e un grande giocatore è che quest’ultimo mette il suo talento e le sue capacità a servizio del gruppo, non gioca per se stesso ma per la sua squadra – ha evidenziato Fabiano –. Questo è un messaggio di straordinaria potenza. Antonio è un esempio di eleganza, di educazione e di valori che in questo mondo valgono doppio. E questo riassume anche il gruppo del Verona di Bagnoli, la cui vera forza è stata una famiglia e una comunità”.
“L’intervista è una modalità narrativa pazzesca, che ti permette, attraverso la domanda, di far emergere tanti e diversi aspetti – ha spiegato Lorusso –. Ho scelto di descrivere così la vita Di Gennaro, dando voce ai tanti ricordi e alle tante emozioni vissute proprio attraverso un’intervista lunga quasi una vita. Il Dige è una persona che può rappresentare un esempio per tante cose, sia in ambito sportivo che per il modo in cui ha impostato la sua vita e i suoi rapporti con gli altri. E’ stato un grande lavoro, ricco di soddisfazioni”.
“Un ringraziamento al sindaco Tommasi e ai tanti amici di Verona che oggi ho rivisto con piacere – ha dichiarato Di Gennaro -. La mia avventura nella città scaligera inizia il 25 luglio 1981. Oggi sono un uomo felice e appagato, che guarda al futuro con la stessa passione che mi ha accompagnato tutta la vita e che oggi riverso in progetti rivolti ai giovani e allo sport. Una responsabilità che sento forte e che ritengo fondamentale in favore delle nuove generazioni”.


















