Vinitaly torna a prendersi la scena e lo fa in grande stile. Da oggi, domenica 12 aprile, fino a mercoledì 15, Veronafiere diventa il cuore globale del business del vino con una 58ª edizione che punta dritta sull’internazionalizzazione.
Sono 4mila aziende da tutta Italia, oltre 1.000 top buyer da 70 Paesi e operatori da circa 130 mercati: numeri che confermano Verona come hub strategico del settore, anche in uno scenario economico e geopolitico complesso.
Inaugurazione con le istituzioni
Taglio del nastro oggi alle 11 all’auditorium Verdi. Ad aprire la cerimonia sarà il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, seguito da una parata istituzionale di primo livello:
Lorenzo Fontana, Antonio Tajani, Matteo Zoppas, Alberto Stefani, Flavio Massimo Pasini e Damiano Tommasi.
A seguire, il talk “Le geografie del vino, antiche vie e nuove rotte”, con protagonisti Giacomo Ponti, Lamberto Frescobaldi, Alessandro Giuli, Adolfo Urso e Antonella Sberna. Chiusura affidata al ministro Francesco Lollobrigida, dopo l’intervento di Gianmarco Mazzi.
Premi e riconoscimenti
Durante la giornata inaugurale saranno assegnati i Premi Vinitaly 2026:
- Lamberto Frescobaldi e Antonio Stopper per il Vinitaly International
- Attilio Scienza alla carriera
- Valdo Spumanti e il Consorzio Bardolino per i cent’anni di eccellenza
Riconoscimento anche alla ristorazione con il premio al miglior format 2026 assegnato alla Gucci Osteria da Massimo Bottura.
Il mondo a Verona
Il dato più forte resta quello internazionale. Il Nord America guida con circa 200 operatori tra Stati Uniti e Canada, mentre cresce il peso dell’Asia con la Cina in testa e delegazioni da India, Giappone e Sud-Est asiatico.
In espansione anche l’Africa, con 10 Paesi coinvolti, e l’America Latina, dove spiccano Brasile e Messico. In Europa, conferme da Germania e Nord Europa, mentre avanza l’Est.
Un sistema che dimostra compattezza e visione: Vinitaly 2026 non è solo una fiera, ma una piattaforma strategica per sostenere il vino italiano sui mercati globali.













