Il futuro della viticoltura veneta parla sempre più il linguaggio della sostenibilità, dell’innovazione tecnologica e della ricerca genetica. È questo il cuore del convegno “Vitivolution”, promosso da Confagricoltura Verona, in programma mercoledì 15 aprile al Vinitaly.
Innovazione e tecnologia per il vino di domani
L’appuntamento, ospitato nel padiglione D (stand B2-B3), si aprirà con il focus sul Wine Tech Challenge, programma di open innovation sviluppato da Eatable Adventures con il supporto di UniCredit, all’interno del progetto Verona Agrifood Innovation Hub promosso da Fondazione Cariverona.
Al centro, il dialogo tra startup tecnologiche e aziende vitivinicole per sviluppare soluzioni capaci di trasformare il settore, tra digitalizzazione, robotica e nuovi modelli produttivi.
A introdurre il convegno saranno Alberto De Togni e Stefano Marabotto, aprendo un confronto sui nuovi scenari della viticoltura tra competitività e sostenibilità.
Droni, robot e “gemelli digitali” nei vigneti
La ricerca accademica sarà protagonista con gli interventi di Riccardo Muradore e Davide Quaglia dell’Università di Verona, che approfondiranno l’evoluzione dei modelli previsionali in viticoltura, tra rover autonomi e gemelli digitali.
Spazio poi alle applicazioni concrete con Francesco Marinello dell’Università di Padova, che illustrerà come i droni siano sempre più vicini all’impiego diretto nei vigneti.
I “figli della Glera”: la svolta sostenibile
Il cuore dell’evento sarà però dedicato ai vitigni resistenti, considerati sempre più strategici per il futuro del settore.
Riccardo Velasco, direttore del CREA-VE, farà il punto su un lavoro iniziato nel 2015 con gli incroci della Glera, da cui sono nati i primi vigneti sperimentali nel Trevigiano.
Proprio al Vinitaly sarà possibile degustare i vini ottenuti da queste nuove varietà, resistenti a malattie come peronospora e oidio, e quindi meno dipendenti dai trattamenti chimici.
Parallelamente, anche il territorio della Valpolicella è al centro di progetti di ricerca, grazie al dipartimento di Biotecnologie dell’Università di Verona, impegnato nello sviluppo di nuove varietà capaci di coniugare qualità e riduzione dell’impatto ambientale.
Le preoccupazioni del settore
Non manca però uno sguardo al contesto internazionale, che resta complesso.
Alberto De Togni sottolinea: “Quello di quest’anno sarà un Vinitaly molto particolare, dato il difficile contesto internazionale. C’è il timore che le tensioni geopolitiche possano influire sulle presenze alla manifestazione, vedi la mancanza di carburante per gli aerei. A questo si aggiunge un sentore di crisi del settore vitivinicolo, che non sta passando il suo momento migliore. Ci auguriamo che questo Vinitaly possa fornire indicazioni utili ai produttori, con l’obiettivo di consolidare la loro presenza sui mercati già noti e ampliando l’orizzonte a quelli nuovi. Per quanto riguarda le varietà resistenti, sono il futuro della viticoltura perché abbiamo bisogno di una viticoltura sempre più sostenibile, garantendo un minore impatto degli agrofarmaci sull’ambiente. Ci auguriamo che ricerca e genetica ci possano supportare concretamente”.













