Giovedì 7 maggio alle 17, nell’aula T2 del Polo Zanotto, l’Università di Verona celebra la memoria di Giulio Regeni aderendo all’iniziativa nazionale “Le Università per la libertà di ricerca. A dieci anni dalla scomparsa di Giulio Regeni”, promossa dalla senatrice a vita Elena Cattaneo.
L’appuntamento prevede la proiezione del documentario “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo”, seguita da un momento di confronto pubblico dedicato alla libertà accademica e alla tutela della ricerca. L’evento è parte di un programma più ampio che coinvolge 76 atenei italiani e oltre 15 mila partecipanti, tra studenti, docenti, ricercatori e cittadinanza, con un calendario di eventi distribuito tra aprile e maggio 2026. Il progetto, presentato il 31 marzo a Palazzo Madama, ribadisce il valore imprescindibile della libertà di studio, di movimento e di ricerca come fondamento della società del sapere.
All’incontro veronese, aperto dai saluti istituzionali della rettrice Chiara Leardini, sarà proiettato il documentario diretto da Simone Manetti e scritto da Emanuele Cava e Matteo Billi, realizzato dalla Fondazione Elena Cattaneo Ets in collaborazione con Fandango e Ganesh Produzioni. La proiezione sarà introdotta da un video dei genitori di Giulio Regeni e del regista, per un momento di forte coinvolgimento umano e civile.
Seguiranno gli interventi di Stefania Pontrandolfo, referente della rettrice per la Cooperazione internazionale allo sviluppo, Isolde Quadranti, referente dell’ateneo per la rete Scholars at Risk, e Gospel Ozioma Nnadi, dottorando in Informatica all’Università di Verona, oltre al contributo del gruppo “Le radici dei diritti”. L’incontro si chiuderà con un dibattito aperto al pubblico.
“L’iniziativa – ha dichiarato la senatrice Elena Cattaneo – si propone di sottolineare il valore imprescindibile della libertà, intesa come libertà di studio, di movimento e di ricerca, quale presupposto fondamentale del ruolo del sapere scientifico e accademico nella società”.
In un ulteriore passaggio, la senatrice ha ricordato come “la storia di Giulio Regeni, grazie al coraggio e alla forza della sua famiglia, non si sia conclusa con il ritrovamento del suo corpo senza vita, ma continui a vivere attraverso un movimento di persone che si riconosce nel valore fondamentale della libertà”.
“Siamo onorati e grati per questa iniziativa – hanno dichiarato i genitori di Giulio Paola Deffendi e Claudio Regeni – che coinvolge numerose università, con professori, studenti e dottorandi che vanno sempre protetti. Dal documentario traspare sia la figura di Giulio ricercatore integerrimo ed appassionato che la violazione dei diritti che si sono compiuti su di lui”.
“L’ateneo scaligero partecipa anche in qualità di membro direttivo dal 2023 della sezione Italiana (Sar Italia) di Scholars at Risk,– ha spiegato Stefania Pontrandolfo – una rete internazionale che promuove la libertà accademica e protegge studiosi e studiose in condizioni di rischio, oggi attiva in 40 Paesi con oltre 450 università”.













