Candidatura ufficiale, decisione ad aprile
Verona si candida ufficialmente a diventare Capitale Italiana del Volontariato 2027, mettendo in campo una rete ampia e già attiva sul territorio. Il comitato promotore è formato da CSV Verona, Comune di Verona, Caritas Diocesana Veronese e Forum Terzo Settore Veneto.
La città vincitrice sarà annunciata ad aprile, mentre il passaggio di consegne avverrà il 5 dicembre, in occasione della Giornata Internazionale del Volontariato.
Una rete forte e radicata
La candidatura si basa su numeri importanti: oltre 1.800 enti del Terzo settore e più di 6.200 organizzazioni non profit (dati Istat), circa la metà delle quali presenti proprio nella città scaligera.
L’iniziativa della Capitale Italiana del Volontariato, nata nel 2020 e promossa da CSVnet insieme ad ANCI, Forum Terzo Settore e Caritas Italiana, punta a valorizzare la cultura del dono, rafforzare la collaborazione tra enti e cittadini e riconoscere il ruolo del volontariato nello sviluppo delle comunità.
Un anno di eventi e partecipazione
La città che otterrà il titolo sarà chiamata a organizzare un intero anno di eventi, iniziative e tavoli di lavoro, con l’obiettivo di rafforzare il tessuto sociale e promuovere una partecipazione sempre più attiva.
A Verona il lavoro è già partito da mesi, con l’obiettivo di valorizzare una tradizione solidale radicata e guardare al futuro, unendo inclusione sociale, sostenibilità e innovazione.
Quattro le linee guida su cui si basa la proposta:
- Comunità solidali e inclusive
- Giovani protagonisti e alleanze intergenerazionali
- Volontariato come cultura e valorizzazione del territorio
- Il valore del volontariato come presidio di democrazia e diritti
Le voci della candidatura
“È una candidatura in cui noi crediamo, un’occasione che possiamo aver per vivere un anno in cui possiamo diventare migliori. Siamo già forti di 83 partner – non solo a livello territoriale ma anche provinciale e regionale – ed è solo l’inizio. Verona è la prima città del Veneto a proporre la propria candidatura e questi mesi di preparazione già ci hanno permesso di testare una rete di associazioni ed enti già viva e attiva”, spiega il presidente del CSV di Verona Roberto Veronese.
“E’ una presa d’atto più che una candidatura. Per quanto riguarda il volontariato e le realtà del Terzo settore, di cui per quest’ultima ho espressamente voluto un Assessorato di riferimento, Verona ha non solo una sua storia ma radici profonde che parlano di attenzione e aiuto al prossimo, di azioni concrete e volontà di fare. La cosa che mi è piaciuta fin da subito di questa candidatura è il suo profondo significato umano e sociale, un’opportunità di riconoscerci e magari mettere in luce le belle esperienze che abbiamo sul nostro territorio e quanto la nostra città sia viva. Una candidatura da costruirsi attraverso una rete di relazioni, un’occasione di condivisione che diviene valore e nuova possibilità di dialogo tra istituzioni, associazioni e società civile cosiddetta, a prescindere poi da quello che sarà. Abbiamo tante cose belle da raccontare di Verona e non solo. Dobbiamo esserne orgogliosi, in particolare del fatto di giocare in squadra, per dare ognuno il proprio contributo così da raggiungere insieme l’obiettivo. Ringrazio il CSV per essere traino di questa proposta, una grande possibilità per tutti e tutte”, è intervenuto il sindaco Damiano Tommasi.
“Verona è tradizionalmente ricca di volontariato e non si tratta di un surplus rispetto all’attività produttiva, ma ciò che offre pienezza e senso a tutto”, ha aggiunto il vescovo di Verona monsignor Domenico Pompili.
Un progetto condiviso
Alla presentazione erano presenti anche l’assessora alle Politiche sociali e Terzo settore Luisa Ceni, il direttore della Caritas diocesana veronese don Matteo Malosto, Elena Brigo del Forum Terzo Settore Veneto e Riccardo Zuffa di Fondazione Cariverona.
Una candidatura che punta a valorizzare il volontariato come motore sociale, capace di costruire relazioni, rafforzare comunità e generare futuro.













