Tragedia in centro città
Una donna di 57 anni è stata trovata senza vita nel suo appartamento, completamente saturo di scatole, pacchi e sacchetti accumulati negli anni. A lanciare l’allarme è stato il compagno, preoccupato perché non rientrava a casa e non rispondeva al telefono. L’abitazione si era trasformata in un vero e proprio magazzino, e il peso degli oggetti l’ha intrappolata, impedendole di muoversi e respirare.
Si tratta di un caso di disposofobia, ovvero l’incapacità di disfarsi degli oggetti, che può portare a situazioni estreme. La donna, benestante, aveva destinato uno dei suoi appartamenti a contenere tutto ciò che acquistava, soprattutto online, senza riuscire a liberarsene.
Dal mattino di venerdì il compagno non aveva più notizie. Dopo aver tentato di contattarla senza successo, si è rivolto ai carabinieri, che hanno iniziato le ricerche e coinvolto il pm di turno, il sostituto Federica Ormanni. Grazie anche alle indicazioni dei vicini, i soccorritori hanno individuato l’appartamento e fatto intervenire i vigili del fuoco.
La porta era praticamente bloccata dall’accumulo di oggetti: i vicini avevano notato che per entrare la donna doveva piegarsi di lato, sfruttando solo una piccola apertura. All’interno, un vero e proprio muro di sacchetti e pacchi impediva l’accesso alle altre stanze, alcune bloccate da mobili per contenere l’enorme quantità di oggetti.
Liberati gradualmente i locali, i vigili hanno trovato il corpo della donna prona sul pavimento, probabilmente inciampata trascinandosi dietro tutto ciò che era accatastato, intrappolata e impossibilitata a respirare o chiedere aiuto.
Secondo quanto emerso, la donna era consapevole del problema che la portava ad accumulare e aveva intenzione di liberare l’appartamento, ma purtroppo non è riuscita a farlo. Gli acquisti erano per lo più online, su piattaforme che garantiscono consegne a domicilio e prezzi accessibili, e col tempo hanno trasformato l’appartamento in una trappola fatale.













