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VINITALY.USA 2025

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Wine essentials laid out for a relaxing evening.


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Conclusa ieri sera al Navy Pier di Chicago la 2ª edizione della rassegna

DA CHICAGO UN TREND POSITIVO PER IL VINO ITALIANO NEGLI STATI UNITI CON OLTRE 2020 OPERATORI DA USA, CANADA E MESSICO (+47& rispetto al 2024).

Riparte da Vinitaly.USA il mercato del vino italiano negli Stati Uniti.

Con la chiusura della seconda edizione della rassegna, ieri sera al Navy Pier di Chicago, si torna a respirare un’aria positiva con un sentiment diffuso di una reazione concreta di produttori, importatori e distributori alle turbolenze di questi ultimi mesi.

Francesco Lollobrigida, Ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare

È unanime la percezione espressa dalle 250 aziende espositrici (il 20% in più dello scorso anno, per 2.000 etichette).

L’argomento dazi non è più il tema dominante nei meeting, e importatori e distributori – provenienti in massima parte da USA, Canada e Messico – sono stati più ottimisti e disposti a discutere programmi di vendita, degustare e parlare di nuovi progetti.
 
Dura i numerosi dibattiti, sono emerse indicazioni e suggerimenti per affrontare il primo mercato per l’export del vino italiano (1,9 miliardi di euro in valore) che, al netto della recente politica tariffaria, sta vivendo un cambiamento epocale.

Federico Bricolo, Presidente di Veronafiere

Uno dei temi principali emersi è stato quello del coinvolgimento di Millennials e Gen Z. I giovani consumatori sono nativi digitali, vivono con lo smartphone in mano e interagiscono principalmente online.

I vini bianchi, in particolare il Prosecco, stanno prosperando in questo segmento, abbinandosi bene a cucine diverse come quella messicana e il sushi.

È stata evidenziata l’importanza della visibilità: se un marchio di vino non è presente online o nei contesti giusti, per questi consumatori più giovani è come se non esistesse.

Storytelling, engagement digitale e valorizzazione dei vitigni autoctoni, dei quali l’Italia è ricca e rappresenta un unicum al mondo.

Organizzato da Veronafiere-Vinitaly con ITA – Italian Trade Agency, Fiere Italiane e la Camera di Commercio italiana americana del Midwest-Chicago, «Vinitaly.USA ha saputo rispondere con determinazione e progettualità al contesto di incertezza che ha permeato questo ultimo anno e lo dimostra l’incremento sensibile di operatori del settore, oltre 2.200 operatori in crescita del 47% presenti rispetto all’edizione 2024 – commenta il presidente di Veronafiere Federico Bricolo –.  Un successo del sistema Paese, a iniziare dalla presenza del governo con il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, del presidente di ITA-Italian Trade Agency, Matteo Zoppas, delle istituzioni e delle associazioni di categoria».

Federico Bricolo e Christian Ghedina

«Il successo di questa edizione – sottolinea il direttore generale di Veronafiere, Adolfo Rebughini –   conferma la credibilità e la forza del brand Vinitaly.

Vinitaly.USA dimostra la solidità di un approccio di sistema, capace di mettere in rete istituzioni, imprese e operatori per costruire una base stabile di sviluppo nel mercato nordamericano.

La crescita degli operatori e la qualità del networking consolidano il valore del progetto e il suo potenziale strategico per rafforzare le relazioni commerciali e aprire nuove opportunità.

In questo percorso, la presenza delle principali testate internazionali del settore – tra cui Wine Spectator, Decanter e Wine Enthusiast – conferma la rilevanza globale del brand Vinitaly.

Wine Spectator, in questa occasione, ha annunciato la nuova lista dei produttori selezionati per OperaWine 2026, sottolineando ancora una volta la centralità del mercato nordamericano e la capacità dell’Italia di essere protagonista dell’evoluzione dei mercati internazionali del vino attraverso innovazione e identità».
 
Un impegno, quello di Veronafiere sul fronte della promozione di uno dei settori di punta dell’agroalimentare italiano qual è il vino – con un export complessivo superiore agli 8 miliardi di euro in valore – che non si esaurisce nella tappa negli USA ma prosegue in diverse tappe all’estero:

Giappone (Tokyo, 17 e 18 novembre);

Serbia con Vinitaly @Wine Vision by Open Balkan (Belgrado, 22-25 novembre);

Albania (Tirana, 26 novembre);

Tailandia (Bangkok) e India (dicembre).

Intenso anche il calendario estero di inizio 2026:

China Chengdu (22-25 marzo).

Vinitaly Roadshow India (Mumbai e Panaji – Goa 16 e 18 gennaio 2026);

Polonia (Varsavia, fine gennaio 2026);

Norvegia (Oslo, febbraio);



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