Il gruppo consiliare comunale del Partito Democratico di Verona scende in campo compatto in difesa del sindaco Damiano Tommasi, dopo la pubblicazione del contestato Governance Poll 2025, che lo colloca tra gli ultimi in classifica per gradimento. E lo fa puntando il dito sulla metodologia stessa del sondaggio.
“Il sondaggio Governance Poll – scrivono i consiglieri Pd – ha già suscitato perplessità tra gli addetti ai lavori. Fin da tempi non sospetti è stato messo in rilievo che la soglia di risposte dichiarate richiederebbe un numero abnorme di contatti, inavvicinabile per costi e impegno lavorativo con i metodi tradizionali dell’intervista telefonica accurata”.
Non solo: “Non si conosce il numero di chi non ha risposto, né quello degli incerti. È lecito, anzi doveroso, mettere in guardia su uno strumento di conoscenza che in passato ha dato segni di fallacia, come nel caso di Giordani a Padova, posizionato in basso e poi vincitore al primo turno delle elezioni comunali”.
Il gruppo Pd rivendica poi i risultati raggiunti da Tommasi in due anni di mandato: “L’amministrazione ha fatto ripartire una città resa immobile da tre lustri di inconcludenti amministrazioni di centrodestra, segnate da veti incrociati, occupazione del potere e mancanza di decisioni”.
Una frecciata anche all’opposizione: “Il centrodestra continua a remare contro Verona, anche su temi cruciali come la sicurezza. Ma oggi la città ha la postura per affrontare a testa alta le sfide internazionali che la attendono, rilanciando servizi e qualità della vita, fondamenta del nostro programma amministrativo”.
Un endorsement pieno, insomma, che tenta di smontare la narrazione del sondaggio realizzato da Il Sole 24 Ore ed a rilanciare l’azione del sindaco Damiano Tommasi nel cuore di un’estate politica infuocata.













