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DA MERCOLEDI A SABATO IL BRIDGE FILM FESTIVAL 2023

Al quartiere Filippini il 12 luglio si inaugura la decima edizione.
Quattro giorni di festival all’aperto lungo le rive del fiume Adige nell’Antica Dogana di Fiume e all’ex Macello.
Per la decima edizione il Bridge Film Festival torna anche nella prestigiosa location della dogana di Terra, dove di giorno verranno proiettati film non in concorso in collaborazione con l’Università degli studi di Verona.
Proposto un ricco programma di eventi, con registi ed ospiti internazionali, discese in canoa sul fiume, documentari, cortometraggi, workshop di cinema d’animazione per ragazzi, performance di danza al calar del sole, concerti, installazioni e mostre.

Il Bridge Film Festival torna ad animare la città e per l’occasione si espande in tre luoghi iconici del quartiere Filippini.

Ad ospitarlo saranno infatti la storica e affascinante antica Dogana di fiume, sede del Canoa Club, la magnificente antica Dogana di terra, sede della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza, e l’ex Macello, oggi in gestione a Coldiretti.

Il file rouge è la frase ‘Wait a Minute. YouAin’t Heard NothingYet’, pronunciata per la prima volta nel film ‘Il cantante di jazz’ di Alan Crosland del 1927.

La decima edizione del Bridge Film Festival ha infatti scelto di dedicare le sue proiezioni e i suoi eventi a una specifica riflessione sul ruolo del sonoro nel cinema, attraversando il tema in maniera trasversale, grazie a performance e film, tutti usciti tra il 2022 e il 2023.

“Un’attività che è iniziata piano piano, spontaneamente, che ha continuato ad essere alimentata dall’amore e dell’interesse per il cinema e la volontà di sperimentare nuovi linguaggi – ha spiegato l’assessora alla Cultura Marta Ugolini –. Oggi, dopo dieci anni, ci ritroviamo un festival interessante, realizzato in tre luoghi particolari, tutti nel quartiere dei Filippini, che ci portano oltre ai luoghi classici del centro storico, come una sorta di invito a scoprire un’altra parte della città. Sono la dogana di Fiume e di Terra e l’ex Macello, che si aprono per accogliere la cultura e portarla oltre agli spazi normalmente deputati, come teatri e cinema”.

L’evento è realizzato grazie al patrocinio e al sostegno del Comune di Verona, della Regione Veneto e della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza. E’ inoltre sostenuto dalla Veneto Film Commission, Valpolicella Benaco Banca, Pzzeria Leon D’oro, Birrificio Mastro Matto, Kosmos, Coldiretti Verona e Verona Lodge. Per partecipare è necessario prenotarsi sul sito www.bridgefilmfestival.eu/ e versare un contributo di 5 euro. Gli studenti universitari, i soci di Canoa Club Verona, Adige Rafting, Circolo del Cinema godranno di uno sconto.

Il Festival è stato presentato questa mattina dall’assessore alla Cultura Marta Ugolini insieme alla direttrice artistica del Festival Ginevra Gadioli. Presenti la responsabile volontari e giuria universitaria Valeria Tonolli, Luigi Turri del Dipartimento Culture e civiltà dell’Università degli Studi di Verona, il presidente di Canoa Club Verona Luigi Spellini, il rappresentante della Soprintendenza Gabriella Bologna, il direttore artistico del Circolo del Cinema Francesco Lughezzani e il consigliere in Valpolicella Benaco Banca Matteo Piancastelli.

“Siamo molto contenti di festeggiare il decimo compleanno con un programma così ricco, messo insieme dalla collaborazione di tante realtà virtuose veronesi – ha commentato Ginevra Gadioli –. Arrivare al decimo anno, e farlo aggiungendo sempre un tassello in più, significa aver raggiunto un traguardo. E questo l’abbiamo raggiunto grazie alla collaborazione di tante persone che credono nel Bridge e nel suo ruolo per la cultura a Verona”.

“Condividiamo la volontà di condividere attività culturali con la città, che ospitiamo e promuoviamo – ha spiegato Luigi Spellini –. Con il Festival c’è una lunga consuetudine che ci permette di dire di essere un partner strutturato, che mette a disposizione un luogo che non è solo uno spazio ma il senso di quella dogana/confine in cui si trovano nuovi linguaggi, come ben sa rappresentare il cinema, creatore di nuove prospettive, che è riuscito a sopravvivere a televisione e a internet”.

“Molto lieti di continuare una collaborazione così interessante e importante, iniziata lo scorso anno – ha dichiarato Gabriella Bologna –. Un’occasione per aprire alla visita la dogana di terra, un fra i monumenti neo classici del 700 più importanti della città”.

Programma. Si inizia mercoledì 12 luglio in Dogana di fiume con un incontro sulle due antiche dogane della città alla presenza di Luigi Spellinidel Canoa Club Verona, dell’architetta Silvia Dandria della Soprintendenza e di Matteo Guidotto, fondatore della pagina social Verona Yesterday.
Si prosegue con un’intervista al regista australiano Matthew Thorne, premiato alla Berlinale per Dipped in Black. A seguire l’atteso concerto sul fiume del Collettivo Immaginario, band nujazz che vive a cavallo fra Los Angeles e l’Italia. Poi, dopo una breve performance di danza a cura di Valentina Rotta e Francesco Settimo, si parte con le proiezioni: in anteprima italiana Dipped in Black alla presenza del regista Matthew Thorne, Vite brevi (estratto di) alla presenza del giovane regista veronese Stefano Santini e Lo que se here da della regista dominicana Victoria Linares Villegas, in anteprima europea.

Nel frattempo in Dogana di terra si terrà la rassegna organizzata in collaborazione con il Dipartimento di Culture e civiltà dell’Università di Verona e con la Soprintendenza, dal titolo “Terra in ascolto. Viaggio nel cinema dal muto al sonoro”, che consentirà agli studenti del dipartimento partecipanti di acquisire 2cfu. La rassegna inizia con la presentazione del Prof. Alberto Scandola del classico di Billy Wilder Viale del tramontodel 1950, su una diva del cinema muto, ormai vittima di un’arte al tramonto. Il chiostro, inoltre, ospita per tutte e quattro le giornatel’installazione sonoradel sound designer Daniele Fabris e l’esposizione delle opere di Tom Colbie, caro amico del festival recentemente mancato.

Giovedì 13 luglio in Dogana di fiume si prosegue con eventi e film in concorso, organizzati in collaborazione con il Circolo del Cinema. Apre un incontro sulla differenza di genere nelle migrazioni conOne Bridge to Idomeni, associazione che quest’anno la direzione del festival ha deciso di sostenere. Si prosegue con l’intervista moderatadai ragazzi del Circolo del Cinema ai registi veronesi dei cortometraggi in concorso:Stefano Santini, Nicholas Bertini e Giulia Menaspà. Segue la sonorizzazione sul fiume a cura di Julinko, nome d’arte di Giulia Zecchin, musicista di Treviso che porterà brani tratti dai suoi albumNo Destroyer e Nektar. Seguono le proiezioni del cortometraggio di animazione in anteprima italiana Nun or Never! della regista finlandese HetaJäälinoja e del lungometraggio vincitore dell’importante International Documentary Film Festival Amsterdam Apolonia, Apolonia di Lea Glob.

In Dogana di terra prosegue la rassegna in collaborazione con Università e Soprintendenza con alcuni classici cortometraggi e lungometraggi del cinema muto, presentati dal dott. Luigi Turri: Voyage dansla lune di George Méliès del 1902, The Great Train Robbery di Edwin S. Porter del 1903, La regina di Ninive di Luigi Maggi del 1908, che invita anche a una riflessione sul ruolo e il metodo della scoperte archeologiche, il capolavoro “slapstick comedy” La palla n. 13 di Buster Keaton del 1924 e Alice’s Wonderland, primo cortometraggio realizzato da Walt Disney, nell’anno del suo centesimo anniversario.

Venerdì 14 luglio in Dogana di fiume è la volta di un grande ospite. Alle 19, infatti, ci sarà il regista tarantino di stanza a Parigi Giacomo Abbruzzese, per presentare il suo film Disco Boy, premiato alla scorsa Berlinale per la migliore fotografia. Segue il concerto sul fiume a cura del giovane cantautore veronese Lazzarone e, dopo la performance di danza a cura di Alice Zucconelli, sarà proiettato prima il corto sperimentale Under the bombs del regista veronese Nicholas Bertini, con musiche di Laura Masotto, e poi, appunto, il filmDisco Boy.

In Dogana di terra torna il Prof. Alberto Scandola, per presentare due capolavori della storia del cinema: The Lodger di Alfred Hitchcock ePersona di Ingmar Bergman. Il primo si inserisce nell’ambito dei lavori muti del grande regista britannico, il secondo riflette sul ruolo del silenzio volontario da parte di una donna che ha compiuto una scelta importante. A seguire, si potrà assistere alle rassegne fuori concorso “Cinegiornale Verona” con clip d’archivio dell’Istituto Luce sulla Verona storica e “Giovanissimi”, dedicata a cortometraggi realizzati da ragazzi under 18, in collaborazione con Believe Film Festival, ZaLab, Sandalo Film, l’istituto Rita Levi Montalcini di Vigasio e la Scuola serale Bentegodi.

Nel chiostro della Dogana di terra a partire dalle 21 si potrà assistere prima alla performance del rumorista Matteo Bigon, per comprendere come funziona uno dei lavori più sconosciuti e curiosi della settima arte, poi alla sonorizzazione dal vivo da parte un gruppo di musicisti veronesi del classico del cinema muto horror, uscito nel 1922, Nosferatu di Friedrich Wilhelm Murnau.

Sabato 15 luglio in Dogana di fiume si potrà ascoltare e interagire con la giuria dell’edizione, in un incontro informale con il pubblico. Anche quest’anno il festival vanta nomi di professionisti che lavorano nel settore dell’audio videoa livello internazionale: il regista di documentari Stefano Collizzolli, il visual artist francese Maotik, la critica cinematografica Alice Cucchetti, il compositore di colonne sonore Maximilien Zaganelli e l’autrice di podcast Elisa del Mese. La giuria di professionisti sarà chiamata a giudicare e premiare il migliore fra i lungometraggi e mediometraggi in concorso.

Si prosegue poi con il concerto del collettivo veronese, dedito a improvvisazioni afro-psichedeliche, Haffe Giraffe e alla performance di danza a cura di Alice Zucconelli.

Parte poi la serie di cortometraggi in concorso, selezionati tramite la call for entries, la ricerca di giovani talenti sul territorio, la collaborazione con Ennesimo Film Festival e altri importanti festival internazionali, come Berlinale eFestival International du Court-metrage de Clermont-Ferrand.

I titoli includono diverse anteprime nazionali e sono: Displacement di MobinGhaderi, DasBesteOrchesterDerWelt di Henning Backhaus, Last Words di Diek Grobler, Air Hostess 737 di Thanasis Neofotistos, DasWarten di Volker Schlecht, We Said WeShouldn’t Die, Remember? di Giulia Menaspà, Fatih the Conqueror di Onur Yagiz, The Flaying Sailor di Amanda Forbis e Wendy Tilby, Sbagliando s’inventa di Alice Sagrati, Il rimbalzo del gatto morto di Antonino Valvo, ArtemSilendi di Frank Ychou.
Novità, oltre alla giuria di professionisti e al premio del pubblico, ci sarà una giuria di universitari, chiamati a scegliere il migliore fra i cortometraggi in concorso.

Alla Dogana di terra la rassegna “Terra in ascolto” propone un omaggio a un grande compositore di colonne sonore, scomparso lo scorso dicembre, Angelo Badalamenti, attraverso la proiezione di quello che è considerato il capolavoro di David Lynch Mullholland Drive. Introduce Francesco Lughezzani del Circolo del Cinema.

A seguire verranno proiettate le rassegne fuori concorso “Paesaggi dal mondo”, con alcuni cortometraggi ambientati in luoghi emblematici di terre lontane, e “Menzioni speciali in 90 minuti” con nove titoli della call for entries esclusi dalla selezione ufficiale ma notevoli dal punto di vista artistico.

Nel chiostro a partire dalle 21.30 il musicista, ex bassista degli Zu, Massimo Pupillo porterà il suo set elettroacustico My Own Private Afghanistan, dove sonorizza le clip girate in Afghanistan nel 1969 da Anna Bivacchi, figlia dell’allora console italiano. Seguirà poi la performance audio-video del visual artist francese Maotik, anche membro della giuria.

Durante i giorni di festival, inoltre, sono organizzati tre diversi workshop. Venerdì 14 luglio dalle 9 alle 12 presso Lo Spazio Veronetta in Vicolo Borgo Tascherio si terrà “Baby sound deisgner” con la compositrice per il teatro e sound designer Federica Furlani, in arte Effe Effe. Il costo è di 25 euro a bimbo (è previsto uno sconto per fratelli e sorelle).

Sabato 15 luglio, invece, sempre allo Spazio Veronetta si terrà il workshop con Maotik “Data Visualisation, Reveal The Invisible”, per tradurre in opere audio-video i messaggi informatici (costo 40 euro a persona).
Sempre sabato 15 luglio all’ex Macello, grazie alla collaborazione con Coldiretti Verona, si terrà il workshop “La mia voce, la tua storia”con Elisa del Mese sulla scrittura di podcast (costo 25 euro a persona). Per iscrizioni scrivere a: bridgeff@gmail.com.



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