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Primo giorno di Green pass: ecco come se la sono cavata baristi e ristoratori

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Da oggi per partecipare a qualsiasi evento in arene, luoghi di cultura e cinema, anche all’aperto, è necessario il Green pass, così come per sedersi all’interno di bar, ristoranti e pizzerie.  

I gestori hanno l’obbligo di verificare se i clienti possiedono il Green pass, ma non quello di chiedere loro i documenti di identità, chi controllerà quindi che l’identità registrata dal Qr Code sia la stessa della persona che siede al tavolo? Inoltre chi siederà al tavolo in un locale al chiuso dovrà avere il certificato verde, ma chi lo servirà potrà anche non averlo, il che è quantomeno ironico, infatti al momento non sono previste le stesse regole per i lavoratori o i gestori delle attività.

Per capire meglio la situazione abbiamo parlato con vari esercenti che lavorano in città per avere dettagli su come sta andando questo primo giorno. Quello che percepiamo in generale è il grande senso di responsabilità dei gestori, una categoria già a lungo provata dal protrarsi dell’emergenza Covid.

Loro sono stati i primi a mettersi in regola con le nuove normative, apponendo cartelli all’ingresso dei locali e predisponendo i controlli: “Abbiamo subito scaricato l’app per controllare gli ingressi e abbiamo notato che la maggior parte dei clienti entra con il cellulare già in mano – dice Stefano Ledri, titolare del Life 4.0 -. Temevo sarebbe stata più caotica la giornata, ma ho visto che le persone hanno cercato di organizzarsi. I primi giorni speriamo i controlli siano più clementi in modo da permettere a tutti di capire come funzionano le cose. Servono davvero mille occhi, è difficile fare i controlli e anche il proprio lavoro – spiega ancora Ledri -. Bene il Green pass se così possiamo uscire in fretta da questo periodo, ma le regole devono valere per tutti”. 

Fabio Sartori, socio con la sorella Sonia della Pizzeria ‘70 ci spiega che: “Noi ci siamo organizzati e abbiamo visto che in pausa pranzo ci sono lavoratori e clienti abituali che sono molto attenti e sono già pronti con la documentazione. Siamo già fortunati che abbiamo avuto una decina di giorni per adeguarci a queste nuove disposizioni, con i vecchi Dpcm sapevamo le cose la domenica per il lunedì – sottolinea Sartori -. Adesso tutti dobbiamo rispettare le regole, ma non possiamo essere sempre noi a prenderci responsabilità per gli altri”.

“Tanti turisti hanno già capito come funziona e anche molti cittadini entrano mostrandoci il Green pass, per il momento solo un signore ha iniziato a fare polemica all’ingresso – ci racconta Maria Luisa Filia del Bar Pellicciai -. Capiamo bene anche le perplessità dei clienti, ma dobbiamo tutti rispettare le regole, ne va del nostro lavoro. Per il momento anche i controlli proseguono in modo abbastanza ordinato. In molti, complice il bel tempo, preferiscono stare fuori, ma chi non ha posti all’esterno o appena tornerà il freddo cosa succederà? L’applicazione non sempre legge il Qr Code e si rischia di creare code e confusione”.

Enrico Genovese, uno dei due soci del bar Samo (conosciuto come Bar Dal Colle), ci spiega che: “In molti entrano orgogliosamente dentro il locale con il Green pass alla mano, come per dire ‘sono in regola’. Questa misura serve se lo scopo è quello di spingere sulle vaccinazioni, anche se per i gestori resta un problema il controllo dei clienti e non è giusto che su di noi venga scaricata anche questa responsabilità. Noi facciamo gli accertamenti, ma non siamo controllori. Chi mi dà l’autorità per chiedere ad un cliente la sua carta di identità? Sono dati sensibili e personali. Forse ci sono dei buchi nella normativa, speriamo serva almeno come incentivo per i vaccini”.

Tirando un po’ le somme di questa prima giornata, il sentimento di esercenti e gestori è questo: come categoria sentono di essere stati a lungo penalizzati e di aver fatto tanto per mettersi in regola e riaprire. Adesso quello che chiedono è che si possa lavorare, nel rispetto delle regole, ma senza che alzare ogni mattina la serranda del locale diventi una guerra.



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