Stamattina, in Comune a Verona, il Consigliere regionale di Forza Italia Alberto Bozza, anche componente della Consulta regionale per lo Sport, ha illustrato alla stampa il suo progetto di legge statale – approvata all’unanimità la scorsa settimana dal Consiglio regionale del Veneto – sulla rinegoziazione dei canoni di concessione degli impianti sportivi tra enti locali proprietari ed enti di gestione (associazioni e società sportive) quali concessionari a titolo oneroso.
Con Bozza sono intervenuti Roberto Cognonato, Presidente di Federnuoto Veneto; Pierpaolo Longo, Responsabile dei Rapporti Istituzionali di Federnuoto e consigliere di AssoNuoto; e Sergio Tosi, Presidente di SIGIS (Sindacato Italiano Gestori Impianti Sportivi).
La proposta di Bozza introduce la possibilità per i Comuni proprietari degli impianti sportivi, quali ad esempio le piscine ma non solo, di rinegoziare a favore dei gestori durata e canoni della concessione onerosa, chiedendo al Parlamento l’implementazione di base di 2 milioni di euro del fondo nazionale per le funzioni fondamentali del Comuni.
“Offriamo – ha detto Bozza – uno strumento legislativo per aiutare associazioni e società sportive a recuperare o ammortizzare gli effetti negativi della pandemia, che ha interrotto forzatamente per oltre un anno e mezzo le loro attività con danni economici incalcolabili. Attraverso la rinegoziazione delle concessioni vogliamo dare loro una tangibile possibilità di ristoro. D’altro canto con questa proposta tuteliamo giuridicamente anche le Amministrazioni comunali, affinché non si trovino nel disagio di giustificare alla Corte dei Conti il parziale mancato introito conseguente alla rinegoziazione di condizioni contrattuali, e quindi economiche, tra le parti. Questa paura le ha condizionate e disincentivate a farlo, così si è creato uno squilibrio di prestazioni e controprestazioni contrattuali tra Comuni e gestori degli impianti sportivi: da un lato i Comuni che hanno comunque potuto chiedere la riscossione dei canoni, dall’altra i gestori privati che si sono trovati in difficoltà a corrispondere il pattuito con lo stop alle loro attività e le mancate entrate”.
“Non dimentichiamo – ha concluso Bozza – che favorire migliori condizioni di concessione alle associazioni sportive significa anche garantire il funzionamento degli stessi impianti sportivi che altrimenti rischierebbero di diventare tante cattedrali nel deserto abbandonate. In quelli impianti sportivi bambini, ragazzi e adulti fanno sport, con risvolti psico-fisici e sociali fondamentali”.

Roberto Cognonato 
Pierpaolo Longo
“Ringrazio il Consigliere Bozza e tutta la Regione Veneto per questo segnale di attenzione per il mondo dello sport – dice Cognonato -, fortemente penalizzato dalla pandemia per oltre un anno se pensiamo che gli impianti sportivi pubblici hanno riaperto solo lo scorso 7 giugno. Le società sportive stanno vivendo una situazione pesantissima, con enormi sacrifici hanno affrontato la sopravvivenza fino a oggi, ma le prospettive future sono drammatiche a causa di bilanci deficitari e carenza di liquidità in cassa. Pertanto è fondamentale mettere in piedi meccanismi normativi come la proposta di legge del Consigliere Bozza, che aiuta le amministrazioni comunali a interagire correttamente con le società sportive che hanno la concessione degli impianti sportivi pubblici, legittimando i Comuni sul piano giuridico con la Corte dei Conti e dall’altro sostenendoli economicamente attraverso l’implementazione del fondo statale a loro destinato”.
“Il Consiglio regionale e in particolare il Consigliere Bozza hanno dimostrato di conoscere la sofferenza del settore sportivo e di chi gestisce impianti sportivi pubblici – sottolinea Longo -. È una situazione dilaniante, alcune società e associazioni di gestione degli impianti hanno riaperto a fatica, altre le abbiamo perse per strada, per questo è positivo che si creino delle linee guida e operative che permettano ai Comuni di venirci incontro sul piano delle concessioni. In particolare è importante che ci sia un dilatamento nel tempo dell’indebitamento degli enti di gestione, partendo dai canoni. Auspichiamo che il Parlamento possa raccogliere questa proposta di legge del Consigliere Bozza”.
“Bozza è un esperto di sport sul piano istituzionale, lo ringrazio – conclude Tosi -. La situazione è preoccupante, dobbiamo far capire a tutte le istituzioni che nei nostri impianti lo sport è fondamentale, ma non è l’unica cosa che viene fatta, pensiamo alle attività per i diversamente abili, o al recupero funzionale non specifico, cioè l’attività motoria di rieducazione post operatoria. Ricordo infine una ricerca che abbiamo fatto come sindacato: ogni euro investito nell’attività motoria ne fa risparmiare allo Stato sette a livello di assistenza sanitaria, il costo di un giorno di ospedale è pari a quello di un abbonamento a un centro sportivo con piscina, palestra e varie attività sportive. Le istituzioni, dallo Stato ai Comuni, tengano conto di tutto questo e facciano uno sforzo per aiutare chi promuove lo sport. Stiamo parlando di un settore, quello di chi gestisce impianti sportivi, che con l’indotto imprenditoriale che genera vale il 3,6% di Pil, cioè 50 miliardi. Ricordiamo infine che gli impianti pubblici che chiudono perché cessa la società sportiva che li gestiva, dopo due anni sono da buttare e sempre meno privati investono per riqualificarli”.















