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Variante 29, Pd: “Ancora consumo di suolo e sviluppo disordinato”

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“In origine la Variante 29 era stata annunciata come la Variante ‘verde’. Poi come quella che avrebbe dovuto sancire la fine del consumo di suolo a Verona. Poi ancora come la Variante dei ‘masterplan’ che avrebbe dovuto mettere i quartieri al riparo dallo sviluppo disordinato degli ultimi 15 anni. Alla fine dei conti, però, la città dovrà accontentarsi della solita variante urbanistica priva di inventiva e innovazione che continua a consumare suolo”.

A dirlo i Consiglieri comunali del Partito Democratico Federico Benini, Elisa La Paglia e Stefano Vallani che proseguono: “L’assessore Segala vuole insediare 17 mila mq di residenziale e 3 mila mq di commerciale nel parco dell’Adige. Vuole bersagliare Verona Sud con altri 30 mila metri quadri di commerciale sparpagliato su tutto il suo territorio. Per il Tiberghien ha prodotto un masterplan ‘ombelicale’ che non tiene conto del tumultuoso sviluppo conosciuto negli ultimi anni da tutto l’asse che insiste su viale Venezia fino a Porta Vescovo. Questa è la verità dei fatti, tutto il resto sono chiacchiere e propaganda”.

“Come quella che l’amministrazione ha cercato di fare anche ieri sera partecipando all’assemblea pubblica a Parona. Un’occasione di confronto con i cittadini e con la Circoscrizione che l’amministrazione aveva già provveduto a sterilizzare tagliando i tempi entro i quali le Circoscrizioni dovevano rendere i propri pareri sulla Variante – termine scaduto lo scorso 12 luglio ancora prima di completare il giro di confronto con i territori”, sottolineano i consiglieri.

In Consiglio comunale l’illustrazione della variante da parte di Segala è durata 7 minuti di orologio, poi l’assessore ha abbandonato l’aula sottraendosi al dibattito – affermano infastiditi i consiglieri -. Uno sgarbo mai visto, E dire che dopo aver passato tre anni a concludere la variante 23 avviata dalla precedente amministrazione Tosi questa doveva essere la prima vera variante dell’amministrazione Sboarina”.

“Se queste sono le furbizie attraverso le quali l’assessore interpreta il fare politica sui territorio si comprende perché alle elezioni del 2017 Segala aveva preso soltanto 112 preferenze”, concludono.



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