La Consigliera di Lista Tosi Daniela Drudi e la Capogruppo di Fare Verona Patrizia Bisinella stamattina in una conferenza stampa in Comune hanno chiesto che venga istituita una borsa di studio intitolata a Ezio Bosso, artista immenso che aveva un legame speciale con Verona.
“La nostra mozione – ricordano – fu approvata un anno fa e nel frattempo non è stato mosso un dito. E veda finalmente la luce la mozione tanto cara a Roberto Puliero, e approvata dal Consiglio a marzo, sulla riassegnazione di spazi e serate della rassegna ‘Teatro nei Cortili’”. Flavio Tosi invece ha ricordato che con “l’Amministrazione Sboarina Verona è meno vivace culturalmente già da prima del Covid”.
Patrizia Bisinella ha sottolineato che “La borsa di studio sarebbe accompagnata da un festival musicale con le istituzioni e le associazioni musicali della città. Sarebbe un nuovo volano di cultura anche per l’immagine internazionale di Verona. E permetterebbe a giovani artisti di talento di emergere”.
Ricorda inoltre che “a un anno di distanza dall’approvazione in Consiglio della mozione stona che non si sia più fatto nulla. È mancata la volontà, in altre circostanze simili l’Amministrazione comunale ha accelerato, con Bosso invece siamo a un punto fermo. Visto lo spessore del personaggio permettetemi di dire che questo fatto è incredibile e riprovevole”.
Daniela Drudi ha parlato invece della mozione che riassegna l’accesso, gli spazi e le serate del Teatro nei Cortili: “Puliero venne in commissione cultura da me presieduta tre anni fa. Recepii le sue richieste e quelle delle altre compagnie guida che gestiscono Teatro nei Cortili. Dopo tanto lavoro e qualche pressione dai piani alti per fermarmi, la mia mozione è stata votata dal Consiglio comunale il 4 marzo, ma deve ancora vedere la luce in Giunta. Sia trasformata in delibera. Serve alzare il livello della rassegna e quindi creare dei criteri più restrittivi, basati su storicità e professionalità, perché oggi c’è di tutto un po’. Poi i prezzi dei biglietti vanno fatti gestire alle compagnie e non al Comune, con un limite massimo di 10 euro di prezzo”.
“Già prima che ci fosse il Covid Verona registrava un forte calo di vivacità culturale e artistica a causa dell’inerzia dell’Amministrazione Sboarina – dichiara Tosi -. Oggi il bilancio è fallimentare: zero grandi mostre in quattro anni, la prima sarà nel 2022 su Caroto, che è un grande artista ma che certamente non richiamerà centinaia di migliaia di visitatori da fuori. Sulla Casa di Giulietta, altro volano per Verona, Sboarina dopo quattro anni di strade impervie e bizzarre si è impantanato sulla riqualificazione, eppure aveva il progetto Mox già pronto ereditato dalla mia Amministrazione. Poi ci sono i due grandi fallimenti: la bocciatura a capitale italiana della cultura, candidatura miseramente fallita per il progetto scadente presentato dall’Assessore Briani; e l’occasione persa del Dantedì nel settecentesimo anno dalla scomparsa del Sommo Poeta, con eco nazionale avuto solo da Firenze e Ravenna, nonostante Dante abbia vissuto a lungo e prodotto le sue migliori opere a Verona”.
Infine Tosi si è soffermato sull’Arena: “Sboarina per settimane ci ha detto che aveva ottenuto i 6 mila posti di capienza dal Ministero, salvo poi minacciare di incatenarsi quando si è saputo che il Ministero non gli aveva promesso nulla. La dimostrazione che con questo Sindaco ologramma a Roma non contiamo niente”.













