Per “protezioni solari” si intendono tutti i prodotti (creme, spray ma anche tessuti) in grado di proteggere la pelle dai danni dovuti all’esposizione solare.
Quando ci esponiamo al sole, oltre a fare attenzione ai pericoli generati dal caldo come ad esempio insolazioni o colpi di calore, bisogna difendersi da tutte le alterazioni che il sole può provocare a livello cutaneo. Infatti è bene proteggersi non solo per evitare eritemi e scottature ma anche i danni più a lungo termine come fotoinvecchiamento o addirittura più gravi come il melanoma cutaneo o altre forme tumorali.
Le radiazioni che possono causare queste problematiche sono gli UV (radiazioni ultraviolette) che riescono ad arrivare al derma causando effetti a livello tissutale. Sono tuttavia importati per la salute in quanto i raggi UVB attivano il metabolismo della vitamina D, fondamentale per la corretta mineralizzazione ossea e di sostegno per il sistema immunitario.
Le protezioni solari vengono classificate in base al loro SPF (fattore di protezione solare) un’indicazione numerica da 6 a 50+ che indica la capacità del prodotto di bloccare o schermare la radiazione solare.
“Per scegliere correttamente la giusta protezione bisogna valutare vari fattori – afferma la dott.ssa Martina Trittoni di Federfarma Verona -. In primis il fototipo: soggetti caucasici soprattutto con capelli biondi o rossi devono scegliere protezioni molto alte e ripetere frequentemente l’applicazione. Ovviamente bambini ed anziani hanno una pelle più sensibile e reattiva ed anche in questo caso la scelta ricadrà su una protezione 50+. Per chi svolge lavori all’aperto è consigliato almeno un fattore di protezione 30; attenzione a chi svolge professioni in alta quota come le guide alpine che dovranno preferire protezioni con fattore alto o molto alto”.
“Anche in città non bisogna sottovalutare il rischio delle radiazioni solari – prosegue la dottoressa -, infatti le radiazioni UVA del cosiddetto ‘urban sun’ sono presenti non solo con il bel tempo ma anche con il cielo nuvoloso. Le radiazioni UVA sono responsabili dell’abbronzatura che si manifesta subito dopo l’esposizione ma i suoi danni possono essere visibili nel tempo. Sono infatti causa di rughe e fotoinvecchiamento cutaneo”.
“Bisogna inoltre fare particolare attenzione durante l’uso di alcuni farmaci perché possono causare fotosensibilità. Alcuni antibiotici, cortisonici, anticoagulanti e farmaci a base di ketoprofene possono infatti aumentare la sensibilità della pelle provocando dermatiti”, spiega Trittoni.
“L’utilizzo di una protezione alta è raccomandato anche alle donne in gravidanza o in terapia con la pillola anticoncezionale: sembra infatti che alti livelli di estrogeni possano causare la formazione di macchie cutanee chiamate anche melasma”, conclude la dottoressa Martina Trittoni.
In sostanza il consiglio resta sempre quello di esporsi al sole con cautela, utilizzando i prodotti più indicati in base al tipo di pelle che puoi trovare nella tua farmacia di fiducia.













