Il problema della capienza per gli spettacoli in Arena potrebbe arrivare ad una soluzione migliore rispetto a quella prospettata fino ad oggi. La Conferenza delle Regioni sta infatti valutando le possibili soluzioni amministrative per accorciare l’iter e ottenere presto il via libera sulla capienza, una risposta attesa nel giro di poco tempo, che permetterebbe di programmare gli spettacoli con maggiore serenità, oltre che consentire al pubblico di acquistare i biglietti.
Come è noto, il decreto legge del 22 aprile sulle riaperture ha infatti annunciato la ripresa degli spettacoli dal vivo al 50% della capienza, con un massimo di mille spettatori. Limite che potrebbe essere modificabile solo dal Consiglio delle Regioni, ossia da un accordo tra tutti i Governatori. Una capienza che il sindaco Federico Sboarina ha definito “inaccettabile”, a fronte di una stagione areniana pronta a partire e di numerosi concerti già in cartellone.
Il 5 giugno, infatti, è in programma l’evento de Il Volo che sarà trasmesso anche dall’emittente televisiva americana Pbs, che conta 90 milioni di spettatori. Il protocollo di 50 pagine messo a punto dal Comune, insieme a Fondazione Arena e Arena di Verona srl, chiede quest’anno la presenza di 6 mila spettatori dal vivo, il doppio del 2020, proprio sulla scorta dell’esperienza dell’ anno scorso e dei rigidi protocolli, per garantire la sicurezza di pubblico, artisti e maestranze.
“Ringrazio il presidente Luca Zaia, il sottosegretario Lucia Borgonzoni e il presidente Massimiliano Fedriga per avermi sopportato in tutti questi giorni, mi rendo conto di averli subissati di telefonate – commenta il sindaco -. Rispetto ai giorni scorsi, sono meno preoccupato, si intravede infatti uno spiraglio per risolvere il problema della capienza in Arena, che ad oggi sarebbe di mille posti. Una questione a cui la Conferenza delle Regioni ha dato massima priorità e che a breve potrebbe trovare una soluzione. Tuttavia non avremo finito, perché resta ancora da sciogliere il nodo del coprifuoco e come assicurare non solo lo svolgimento degli spettacoli in Arena ma anche il rientro a casa dei cittadini, in particolare da chi viene da fuori città”.













