L’assemblea dei Soci di Veronafiere, che si è riunita in seduta straordinaria, ha deliberato l’aumento di capitale pari a 30 milioni di euro a sostegno dello sviluppo del Piano d’azione per la ripartenza del Gruppo Veronafiere. Il ‘sì’ dei soci è stato unanime, ma resta una matassa da sbrogliare.
Intervenendo nella discussione assembleare, il Presidente di Cariverona (24,08% del capitale sociale), Professor Alessandro Mazzucco, ha confermato la disponibilità a sottoscrivere l’aumento che potrà tuttavia avvenire in un ambito di condizioni ragionevoli e raggiungibili, che Cariverona sollecita fin dal 2018 a Veronafiere e agli altri soci, ovvero: l’ammodernamento dello statuto e quindi della governance societaria; una gestione manageriale e una visione strategica adeguate alle sfide dell’attuale contesto; un piano di ristrutturazione finanziaria coerente con il bilancio 2020 e con necessari accordi con le banche creditrici. Cariverona ha ribadito di considerare realizzabile il quadro di condizioni nel giro di qualche mese: in tempi compatibili con l’esecuzione dell’aumento di capitale.
Diversa la posizione del Comune (socio al 39,5%) che per voce del sindaco Federico Sboarina dichiara di non accettare condizioni di nessun tipo: “La città non può fare a meno della sua fiera e dal 1898 mai come oggi è il momento di finirla con le chiacchere e di dimostrarlo con i fatti. Spetta adesso ai soci mettere benzina nel motore di Veronfiere. L’aumento di capitale deciso oggi serve al rafforzamento e al miglioramento della società, nel farlo non accettiamo condizioni di nessun tipo. L’interesse dei soci è di avere un’azienda sempre più performante che sta ai livelli alti del mercato mondiale, ma ben salda sul territorio. Per il bene della nostra città nessuno dovrebbe essere in disaccordo e spero che non ci siano posizioni che non corrispondono al bene della nostra comunità”.
Contenti del ‘sì’ unanime dei soci il presidente di Veronafiere Maurizio Danese e il direttore generale Gianni Mantovani.
“Il voto unanime dei soci – commenta Maurizio Danese, presidente di Veronafiere – è la premessa fondamentale per iniziare un percorso che porti a una conclusione positiva questo lungo periodo di grave difficoltà per Veronafiere che, come tutto il sistema fieristico mondiale sta ancora pagando un duro prezzo a causa della pandemia di Covid-19. L’aumento di capitale consentirà di attuare il Piano di azione per la ripartenza che prevede un 2021 di transizione per uscire dall’emergenza Covid, agganciare la ripresa nel 2022 e tornare entro il biennio 2023-2024 ai livelli pre-crisi, generando fatturato, redditività e indotto che la Fiera di Verona ha assicurato a soci, stakeholder e territorio fino al 2019. In questo scenario, i Soci hanno altresì assicurato il loro sostegno per lo sviluppo internazionale della società, anche attraverso alleanze e collaborazioni”.
“L’impegno di tutto il management è rivolto alla programmazione e realizzazione della ripartenza degli eventi fieristici – sottolinea Mantovani –. In questo delicato momento, la fiducia espressa dai soci con l’approvazione dell’aumento di capitale rappresenta un elemento fondamentale per il rafforzamento della credibilità di Veronafiere e dei suoi brand sul mercato nazionale e internazionale, nonché nei confronti della struttura interna, la quale ha dimostrato insieme alle organizzazioni sindacali grande senso di responsabilità ed è stata la prima ad investire sul futuro dell’azienda”.
La prima fase dell’aumento di capitale riservata ai soci si concluderà il 30 giugno prossimo. Da quella data e fino al 30 settembre 2021 eventuali quote non sottoscritte saranno disponibili sul mercato.













