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D’Arienzo e Benini: “Comune, basta buttare via i soldi!”

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“Il Comune di Verona spende 188.059,05 euro per una gara per la redazione dello studio di fattibilità per la realizzazione di un collegamento in sede riservata per l’aeroporto Catullo, la stazione ferroviaria di Porta Nuova e l’area della fiera. Ecco come si buttano via i soldi dei cittadini veronesi”, sbotta il Senatore del Partito Democratico Vincenzo D’Arienzo, che interviene sulla questione assieme al capogruppo comunale Federico Benini.

“Si tratta di uno studio che è solo frutto di un’idea strampalata e che rischia di affossare definitivamente il progetto del collegamento ferroviario – modello metropolitana di superficie – da sempre auspicato. Peraltro, come è noto c’è già il progetto preliminare” spiegano D’Arienzo e Benini.
 
“Il Comune – proseguono – poteva sollecitare la prosecuzione dei lavori nell’ambito del rapporto instaurato con Rete Ferroviaria Italiana per l’acquisizione delle aree dell’ex scalo merci di Santa Lucia, anziché pagare chissà chi per realizzare una cosa completamente alternativa. Di quale progetto stiamo parlando?”.

Il senatore D’Arienzo poi, fa un po’ di chiarezza su quanto avvenuto in passato in merito a questa faccenda: “Le Ferrovie dello Stato e la Provincia di Verona all’inizio degli anni 2000 stipularono una convenzione per cofinanziare la progettazione del collegamento Ferroviario con l’aeroporto Valerio Catullo. All’epoca fu commissionato alla società RPA engineering consulting, il progetto preliminare del collegamento ferroviario Verona-Aeroporto Valerio Catullo-Villafranca di Verona lungo la linea storica Verona-Mantova”.

“Quel progetto preliminare – precisa il senatore – venne approvato con prescrizioni dal Consiglio Superiore dei LL.PP. e fu inserito nella legge obiettivo (n. 443 del 2001). Inoltre, con la delibera CIPE del 21 dicembre 2001, n. 121, venne anche approvato il primo programma delle opere strategiche. Il progetto preliminare del 2003 ebbe un esito positivo in VIA e ottenne tutti i pareri favorevoli previsti per legge. Purtroppo non fu trasmesso al CIPE perché la progettazione definitiva non era finanziata”.

Non solo, secondo D’Arienzo “Nel 2011, nella ricognizione dello stato di attuazione della legge obiettivo, l’opera ferroviaria venne riportata nell’elenco opere inserite nel programma delle infrastrutture strategiche per un costo totale di circa 90 milioni di euro. A dicembre 2015, in fase di discussione della Legge di Stabilità 2016, il Governo Renzi approvò il mio Ordine del Giorno impegnandosi a riprendere il contesto al fine di riavviare le previste procedure per attualizzare la progettazione e i possibili finanziamenti. Ancora più recentemente, nel 2019, avevo inserito nell’aggiornamento del Contratto di Programma RFI 2018/2019, la necessità di accelerare le procedure di progettazione”.

“Dunque, se le cose stanno così – si chiede il Senatore – con un progetto preliminare già fatto, già pagato, già valutato, che rientra nella legge obiettivo e nelle delibere CIPE e che è stato aggiornato nel 2011 e ripreso nel 2019, perché spendere soldi inutili per chiedere idee sul collegamento Aeroporto-Stazione Porta Nuova? Non bastava perorare la causa presso le Ferrovie anziché buttare via i soldi per un progetto che seppellirà anni e anni di impegni per averlo?”.

Federico Benini conclude con un pensiero rivolto al sindaco: “Delle due l’una: o Sboarina non conosce cosa è stato fatto e non dialoga con la Provincia oppure agisce consapevolmente ma allora a questo punto è meglio che chiarisca a tutti quali sono le sue reali intenzioni”.



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