Sciabolate sull’Azienda Ospedaliera tra il vicepresidente del consiglio comunale Alessandro Gennari (Cinque Stelle) e l’ex sindaco Flavio Tosi sull’inchiesta e le polemiche esplose con la scoperta del Citrobacter. Dalla parte di Gennari si punta sulle responsabilità dei vertici per quanto accaduto e sui contenuti della relazione del Ministero della Salute che contiene la conferma che il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Verona il 20 giugno 2020 aveva nominato una commissione esterna che doveva svolgere un’indagine sui fatti, insieme e parallelamente all’Azienda Zero che aveva istituito una commissione ispettiva al fine di giungere a chiarimento di quanto accaduto e alle relative responsabilità.
Sull’argomento interviene, in queste ore, Flavio Tosi che dall’inizio ha sempre difeso i professionisti dell’Azienda Ospedaliera. Il buon Flavio precisa che le responsabilità non potrebbero essere loro e inizia così lo scontato scaricabarile. A dar man forte a Tosi la protesta della Società Italiana Neonantologia che interviene alla luce delle relazioni dei commissari del Ministero.
“Due mesi fa – dice Tosi – un po’ fuori dal coro avevo definito affrettata la decisione di sospendere tre dirigenti dell’Azienda. Sarebbe bastato che venissero trasferiti ad altre funzioni in attesa dei dovuti approfondimenti. Chiedevo infatti che prima fossero accertate le responsabilità dagli organi preposti e che la dolorosa e tragica vicenda non fosse strumentalizzata politicamente (si era in campagna elettorale) e alimentata secondo i desiderata dell’opinione pubblica, comprensibilmente sconcertata per fatti così gravi e drammatici. Chiedevo, per rispetto del dolore delle famiglie colpite e dei cittadini, giustizia vera e un’inchiesta imparziale”.
“Ora – continua Tosi – si conferma che quella fretta e quell’emotività che denunciavo sono state cattive consigliere e hanno prodotto decisioni ingiuste. Dalla relazione del ministero della Salute infatti emerge che le responsabilità certamente non sarebbero imputabili all’unità operativa di pediatria e del suo allora direttore dottor Biban”. Tosi conclude. “Ora non stupiamoci che all’interno dell’Azienda Ospedaliera si sia scatenato un tutti contro tutti, un rimpallo di responsabilità e l’esercizio dello scaricabarile. Si sarebbe potuto evitare con scelte meno frettolose e una gestione più razionale nell’accertamento delle colpe. Lo sconcerto delle famiglie colpite da questa tragica vicenda è più che giustificato”.
Secondo Alessandro Gennari invece, le responsabilità dell’ispezione ministeriale sono ben diverse da quelle rilevate dalla Regione Veneto nel famigerato “rubinetto”. Gennari insiste che ci sono state mancanze sia amministrative che di comunicazione. Peccato che la direzione generale non abbia responsabilità ne funzioni sanitarie ma solo amministrative. Ecco che, come sostiene Tosi, inizia la “Babele di chi doveva fare cosa” e che emotività e fretta, aldilà delle tragedie, sono state cattive consigliere. Proprio dalla relazione citata da Gennari del ministero della Salute emerge che le responsabilità non sarebbero imputabili all’unità operativa e tantomeno del suo allora direttore Biban. Scelte meno frettolose, precisa Tosi, smentendo Gennari, avrebbero potuto dare risposte più certe alle famiglie colpite da questa tragica e terribile, quanto indimenticabile vicenda.













