Home In evidenza Bisinella: “La bocciatura di Verona da Capitale della Cultura è il risultato dell’incapacità dell’Amministrazione Sboarina”

Bisinella: “La bocciatura di Verona da Capitale della Cultura è il risultato dell’incapacità dell’Amministrazione Sboarina”

Condividi


Condividi

Proseguono le polemiche per l’esclusone di Verona dal concorso “Capitale italiana della Cultura 2020”. Senza tanti giri di parole il capogruppo di Fare Verona Patrizia Bisinella con il consigliere comunale Paolo Meloni, affiancati da Flavio Tosi e Alberto Bozza di Lista Tosi, presentano una mozione chiedendo la revoca dall’incarico dell’assessore alla Cultura Francesca Briani, proponendo in sostituzione, in tono esplicitamente provocatorio, l’assessore alla Cultura di Pieve di Soglio (Treviso), Comune arrivato al decimo posto del concorso.

Bisinella in conferenza stampa dichiara: “Abbiamo presentato una mozione per chiedere la revoca dell’incarico all’Assessore alla cultura Briani e la sua sostituzione con l’Assessore alla cultura di Pieve di Soligo. In senso provocatorio nel titolo, ma non nel merito”.

“La bocciatura di Verona alla corsa a capitale della Cultura per il 2022 – prosegue Bisinella – è infatti uno smacco clamoroso per la nostra Città che rivela tutta l’incapacità, l’approssimazione e il dilettantismo imbarazzante dell’amministrazione Sboarina. L’assessore Briani e il sindaco Sboarina nel 2018 decantavano la partecipazione alla candidatura come una grande opportunità di sviluppo e rilancio per Verona, affermando di avere in cantiere un grandissimo progetto. Si scopre invece ora dalla voce degli stessi rappresentanti del tessuto culturale e universitario cittadino che dopo i roboanti annunci nessuno è stato più coinvolto, né ha tantomeno potuto vedere e valutare il fantomatico dossier con cui Verona è stata presentata al concorso. La bocciatura ha reso evidente come il progetto sia stato giudicato insufficiente ed inadeguato, tant’è che a Verona sono state preferite altre dieci Città finaliste, tra cui in Veneto Pieve di Soligo”.

“Il Comitato istituzionale di sostegno alla candidatura è stato composto da quindici partner istituzionali ed oltre quaranta associazioni. Ma non è chiaro quali persone siano state effettivamente coinvolte per la sua preparazione e a quanto ammonti il costo del progetto e delle consulenze. Sappiamo che Pieve di Soligo, per un progetto giudicato ottimo, coinvolgente, aperto ed innovativo, ha speso 30 mila euro, e il Comune di Verona?”, chiede Bisinella.

“A ulteriore dimostrazione dell’inadeguatezza e incapacità politica dell’assessore Briani a ricoprire il ruolo affidatole nell’interesse di Verona si possono ricordare le tante promesse annunciate e non mantenute, tra cui, l’assoluta mancanza in Città di investimenti significativi sul fronte culturale; l’assenza in tutti questi anni di mostre di levatura internazionale; la riqualificazione del sito del Cortile e Casa di Giulietta, allo stallo completo; la tanto sbandierata promessa di portare a Verona una sezione del Mart di Rovereto, mai avvenuta. Insomma, solo pessimi risultati. Per questo ci permettiamo un consiglio a Sboarina: visto che è in corso una faticosa trattativa per rimpasto di giunta e nomine, perché non sostituisce l’assessore Briani con l’Assessore alla cultura del Comune di Pieve di Soligo, dottoressa Cigagna Luisa, che ha dimostrato di saper fare senz’altro meglio?”, conclude Bisinella.



Ti potrebbe interessare...

Serie C Padel: derby veronese da brividi al Platys

Domani pomeriggio Verona si accende con uno degli appuntamenti più attesi della...

Presepi veneti, proposta di legge per valorizzare la tradizione

A Palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio regionale del Veneto, è stato...

Giornata dell’Albergatore 2026, a Verona il turismo guarda a giovani, innovazione e MICE

Il turismo veronese guarda oltre i confini, tra nuove generazioni, innovazione e...

Morto Umberto Bossi, Borchia: “Se ne va una parte della mia vita politica”

Cordoglio nel mondo politico per la scomparsa di Umberto Bossi, storico fondatore...

“Autospurgo