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“Noi, dimenticati e abbandonati in mezzo alla tempesta”. La petizione delle agenzie di viaggio

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Conti in rosso, bollette da pagare. Stesso scenario, altra categoria. Le agenzie di viaggio e i tour operator sono letteralmente in ginocchio: “Siamo aperte per nulla – dichiarano le proprietarie dell’agenzia di viaggi MeteLontane -, non si può andare neppure nei comuni vicini, figuriamoci all’estero, restiamo aperte solamente per dare un segnale di fiducia ai clienti che hanno i voucher nella nostra agenzia. Ormai questa attività è diventata impraticabile”.

A nome dell’intera categoria chiedono di essere ascoltate, reclamando aiuti concreti e immediati. Lo fanno con una petizione che ha già raccolto più di 3 mila firme e a spiegarla è una delle due titolari dell’agenzia, Cristina Trevisan: “La situazione per noi è catastrofica! Abbiamo cancellato tutto il lavoro fatto da settembre 2019 e poi non siamo più ripartite. Abbiamo avuto lavoro nei mesi di luglio e agosto e poi di nuovo il buio più totale. Nel mio caso siamo una piccola agenzia, a lavorarci siamo io e mia cognata. La cosa assurda è che non abbiamo avuto diritto a nulla, nemmeno ai 600 euro di bonus, perchè come socie amministratrici non ci spettavano. Abbiamo avuto un calo del fatturato del 95% e non è arrivato nessun aiuto per tutti i costi che nonostante tutto abbiamo dovuto sostenere, l’unica cosa che abbiamo potuto ottenere è il finanziamento di 25.000 euro con garanzia Stato ma sono serviti per pagare tasse e utenze, mentre noi non percepiamo compensi da marzo. Siamo disperate, per chiudere dobbiamo mettere soldi e per tenere aperto anche. Chiediamo aiuto immediato e concreto, non possiamo andare avanti così”.

Quest’anno l’agenzia di viaggi MeteLontane compie vent’anni di attività ma, come dice Cristina, purtroppo non c’è nulla da festeggiare: “Non prevediamo prenotazioni per i prossimi mesi ma la tristezza al pensiero di chiudere è troppa. Quest’anno sono vent’anni che io e la mia socia siamo aperte, abbiamo investito anima e corpo nella nostra attività e rifiutiamo l’idea di dover dire addio a tutto questo”.

La sorella di Cristina, non sapendo più come aiutarla, ha deciso di proporre una petizione chiedendo al Governo aiuti economici e finanziari concreti per un settore che sta soffrendo e che è stato dimenticato.

Per aderire potete cliccare sul link.

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