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Voto a Verona. Trombe, trombate, trombini

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Achille Ottaviani

Quella che dovrà affrontare e dipanare la politica veronese dopo il voto delle regionali è una matassa da sbrogliare assai complicata. Dopo i primi pourparler dentro e fuori Palazzo Barbieri la maggioranza di centrodestra si ritrova una bella serie di problemi da risolvere. I vincenti Fratelli d’Italia e Lega alzano fortemente la voce e chiedono quanto politicamente gli spetta. Queste sono le trombe. Hanno ragione Ciro Maschio e Nicolò Zavarise quando sostengono che il centrodestra ha stravinto.

Dall’altro lato però c’è da effettuare un cambiamento in Giunta con relativo cambio di assessori che non è un problema di poco conto, senza contare le ripercussioni sugli enti. In primis Agsm, seguita da Acque Veronesi e Veronamercato. Gli incontri e i confronti tra il Sindaco, Maschio, Zavarise, Polato (che ambisce a fare non solo l’assessore ma il Ciro Maschio 2) e Matteo Gasparato per Verona Domani, si susseguono a ritmo serrato dentro e fuori il Palazzo e nei vari ristoranti. Di sicuro c’è che sarà giubilata come Giovanna D’Arco, Edi Maria Neri, entrata con Michele Croce e oggi, nonostante supporter di Stefano Valdegamberi, agnello sacrificale nel cambio di nomine.

In Agsm tutti sperano che vada l’ex presidente Paolo Paternoster, gradito a tutti, amici e nemici. In Giunta dovrebbero entrare invece Anna Grassi e Stefano Bianchini, supporter e fedelissimo del votatissimo Daniele Polato. Ma in giunta Verona Domani vorrebbe un posto per Andrea Bassi che potrebbe però anche andare a sostituire Andrea Sardelli alla presidenza di Veronamercato. Sardelli era, e non a caso, tra gli invitati della vecchia amministrazione di Flavio Tosi, al matrimonio dell’ex sindaco. C’è poi il maledetto problema di Amt, dove deve essere nominato il successore dell’incompatibile Francesco Barini. Poltrona che scotta perchè i cantieri del Filobus devono essere chiusi e dev’essere ripristinata la viabilità, il che non è colpa dell’ex presidente bensì dell’azienda capofila che doveva realizzare la tranvia, l’importante Impresa Clea, già coinvolta nello scandalo Mose e sotto inchiesta nell’ospedale di Trieste, che ha fatto grippare il sistema della filovia, oggi in concordato preventivo presso il Tribunale di Venezia.

Poi c’è il problema dei trombati: Giorgetti, Valente, Negro, etc., ovvero tutti quelli che hanno portato un consistente contributo elettorale alla vittoria del centrodestra e, da non eletti, ambiscono ad una presidenza o quantomeno ad una poltrona in un cda, e i trombati non sono pochi e non di poco peso. Un’altra matassa da dipanare in fretta prima che si rischino cambi di casacca, visto che quest’ultima è la moda del momento. Se volgiamo lo sguardo in Regione possiamo ipotizzare che premiati con un assessorato saranno certamente il votatissimo Stefano Valdegamberi, la fedelissima di Zaia, Elisa De Berti, e si spera il “lei non sa chi sono io” Daniele Polato che, se diventasse assessore, farebbe entrare direttamente in consiglio il primo dei non eletti Stefano Casali, esponente politico di Fratelli d’Italia, graditissimo a tutti. Per oggi basta e avanza.



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