Fabio Venturi, oggi braccio destro del sindaco riprova a tornare alla presidenza di Agsm spinto dal primo cittadino. Come il Giuda Iscariota di Gesù, il Bruto di Giulio Cesare e … il Fabio di Flavio Tosi. Oggi fedelissimo del suo grande nemico, il sindaco Federico Sboarina, tenta il colpaccio. L’ex delfino di Tosi sta facendo il diavolo a quattro per tornare alla presidenza di Agsm lasciata libera da Daniele Finocchiaro. Venturi unico e solo sceso in campo a dar man forte all’uomo messo lì dai cosiddetti “poteri forti” (si è visto quanto), presentando così il conto delle lacrimose leccatine.
In un post sulla pagina Facebook di qualche tempo fa scriveva, incredibile ma vero, dell’incontro con l’ex manager Glaxo: “Mi ha aperto la porta dell’ufficio immediatamente, e dopo due ore di chiacchierata intensa, di domande, risposte e proposte esco convinto che la strada intrapresa (Aim-Agsm-A2A) sia quella giusta. Un sincero grazie al presidente Finocchiaro”.
Una salivata non di scarsa quantità, visto e considerato quello che poi è successo. Procura della Repubblica in allarme, Anac che chiede chiarimenti, denunce, esposti e diffide, con l’intera classe politica, inclusa la maggioranza che stampella il sindaco, bocciando il progetto. Adesso serve un sostituto da mettere al posto di Finocchiaro e bisogna farlo in tempi assai brevi. Il sindaco pensando che peggio non si può, punta su Venturi, unico personaggio che è andato ad inginocchiarsi ai piani alti di Agsm. Chi meglio di lui può ritentare la disperata operazione di rimettere in piedi il rapporto con i furibondi vertici di A2A, a cui alcuni avevano dato per certa e facile l’operazione di mangiarsi Agsm e Aim in un sol boccone, se non lo “yes man” del momento Fabio Venturi?
Peccato che la strada sia tutta in salita. Fratelli d’Italia, Verona Domani, ma soprattutto la Lega, guidata da Nicolò Zavarise, non ne vuole neppure sentir parlare. La nomina spetta al sindaco, e se Sboarina tenterà il colpo con la forza, questa volta rischia definitivamente di tornare a fare l’avvocato. Di Venturi non ne vuol sentir parlare neppure Lorenzo Fontana, grande capo dei leghisti veneti e braccio destro di Salvini, tantomeno Ciro Maschio di Fratelli d’Italia e Matteo Gasparato di Verona Domani. Non parliamo poi dell’ex sindaco Flavio Tosi, dei past president di Agsm Michele Croce, Gian Paolo Sardos Albertini e Paolo Paternoster. A cui ultimo, ma solo in ordine di tempo, è pronto a sparare ad altezza zero a nome e per conto di Luca Zaia, il consigliere regionale Stefano Valdegamberi. Da sommarsi a tutto questo, un altro particolare di non poco conto. Fabio Venturi è sgradito ed inviso al sindaco di Vicenza Francesco Rucco eletto dal centrodestra, e dal presidente di Aim Gianfranco Vivian. A questo punto al povero Fabio rimangono, oltre che alla “secolare” amicizia con Sboarina, tre soluzioni per il suo futuro prossimo. I mercenari ceceni che Putin ha spostato dalla Siria alla Libia, la legione straniera o i guerrieri africani di Boko Haram.

Federico Sboarina 
Flavio Tosi 
Matteo Gasparato 
Lorenzo Fontana 
Nicolò Zavarise 
Michele Croce e Gian Paolo Sardos Albertini 
Stefano Valdegamberi 
Luca Zaia 
Paolo Paternoster 
Ciro Maschio 
Francesco Rucco 
Gianfranco Vivian

























