Con un’interrogazione parlamentare il deputato veronese della Lega Vito Comencini, componente della Commissione Affari Esteri, ha sollevato alla Camera la questione dei minorenni bielorussi che continuano ad abitare nei territori contaminati dalle scorie nucleari di Chernobyl, senza la possibilità di proseguire le loro cure in Italia a causa dell’emergenza Coronavirus. Il 25 giugno scorso il Comitato tecnico costituito dai rappresentanti di tre ministeri (Lavoro e politiche sociali, Affari esteri, Salute) si è espresso a favore della ripresa dei progetti di accoglienza. La Bielorussia non è rientrata però nei Paesi extra-Schengen i cui cittadini possono fare ingresso nello spazio Schengen dall’1 luglio.
Il Comitato dei minori ha quindi previsto la sospensione dei progetti per tutta l’estate. “I programmi di accoglienza e di risanamento non sono stati classificati tra le attività che per stato di necessità possono essere svolte in deroga alle misure adottate contro la pandemia”, spiega Comencini. Secondo alcuni studi scientifici i soggiorni terapeutici portano a una riduzione compresa tra il 30 e l’80 per cento delle particelle di Cesio-137 presenti nell’organismo dei bambini nati nei territori interessati dall’incidente nucleare. “Da parte bielorussa non vi sono ostacoli pregiudiziali che impediscano lo svolgimento dei programmi di accoglienza in Italia. Le autorità governative hanno fatto sapere che la loro decisione si baserà sulla situazione epidemiologica in Italia e sulle misure programmate da parte italiana per provvedere alla sicurezza sanitaria dei bambini bielorussi”.
“Fino ad oggi i programmi di risanamento hanno prodotto risultati positivi. Decine di migliaia di minorenni bielorussi, colpiti dalle nefaste condizioni del disastro di Chernobyl, sono stati curati nel nostro Paese grazie alle relazioni diplomatiche con la Bielorussia”, afferma Comencini, che ha chiesto al governo di adoperarsi per “trovare un accordo per la ripresa dei programmi di accoglienza e per attivare al più un tavolo tecnico per valutare l’arrivo dei bambini bielorussi sulla base di un protocollo di sicurezza. È necessario inoltre studiare la possibilità del rilascio di un visto e relativo permesso di soggiorno per questi minori, in modo da non essere vincolati a quanto deciso dall’Unione europea”.

Alla conferenza stampa erano presenti anche i consiglieri comunali leghisti Roberto Simeoni, presidente della commissione Sicurezza e Andrea Velardi, presidente della commissione per le Politiche Giovanili.
“É sconcertante sapere – dichiara Velardi – che nel nostro paese ai tempi del Covid 19 non si possano accogliere bambini bielorussi per prestar loro le giuste cure, ma al contrario si possono accogliere tutti gli immigrati che partono dalle coste africane, incentivare il business dell’immigrazione clandestina, spendere quasi 5 milioni di euro per la Gnv «Azzurra» che ha già fatto la spola da Lampedusa per trasbordare 300 migranti tunisini sulla quale faranno una ‘vacanza quarantena’, avviare un altro bando per una seconda nave da crociera “da collocare in rada davanti alle coste meridionali della Calabria, e ciliegina sulla torta: costruire una tendopoli per affrontare il picco di sbarchi dalla Tunisia. Porti aperti per i contagiati che ci portano una ‘nuova forma di virus’, ma per i bambini bielorussi contaminati dalle scorie della tragedia di Chernobyl, no!!! Siamo alla follia e siamo governati – conclude Velardi – da persone inquietanti”.













