Home In evidenza Tosi su Amia: “Mancanza di strategie industriali e città sempre più sporca”

Tosi su Amia: “Mancanza di strategie industriali e città sempre più sporca”

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Sulla gestione del ciclo dei rifiuti manca totalmente una strategia e l’Amia continua a essere in difficoltà finanziarie, il pareggio di bilancio infatti è stato raggiunto mediante operazioni infragruppo con Agsm, un milione e centomila euro aggiuntivi da parte del Comune di Verona, e riducendo una tantum il costo dello smaltimento dei rifiuti conferendoli a Sant’Urbano, operazione però fine a se stessa e non più ripetibile. Insomma nulla di strutturale. Nel frattempo la città è sporca, abbiamo segnalato marciapiedi stracolmi di erbacce e in stato di abbandono in borgo Venezia, in Valpantena e in centro storico, in buona sostanza ovunque”. A dirlo in conferenza stampa Flavio Tosi, che aggiunge: “Amia raggiunge il pareggio di bilancio, ma con operazioni di facciata infragruppo, come la riduzione dei costi per il service decisa da Agsm, o ricevendo 1.100.000 euro aggiuntivi dal Comune di Verona per i servizi del verde. Insomma, sempre soldi pubblici che girano tra controllate, li metti in Amia ma li togli da Agsm e Comune. È vero che è stato ridotto il costo di smaltimento dei rifiuti, ma mediante un’operazione effimera, una tantum, come portare i rifiuti a Sant’Urbano, operazione però che non si può ripetere, il che fa presagire nuovi costi in futuro. Senza queste operazioni cosmetiche Amia sarebbe ancora sotto di 2 milioni di euro”. Anche perché, ha continuato Tosi, “manca totalmente una strategia industriale su asset determinanti: inceneritore di Ca’ del Bue, operazione in house sul ciclo dei rifiuti a Verona e provincia da farsi insieme alla controllata Serit e a Esacom, e la discarica di Legnago”. Tosi spiega: “Su Ca’ del Bue c’è ancora l’autorizzazione per realizzare un inceneritore, ma Sboarina invece ha fatto di tutto per svendere Agsm ad A2a e portare i rifiuti veronesi a Pavia, pagando noi la costruzione di un termovalorizzatore a 200 km da Verona! Un competitor di A2a invece ha fatto una proposta intelligente: realizziamolo a Ca’ del Bue. Risposta del Sindaco? Silenzio assoluto, Sboarina dorme”. Tosi poi ha sottolineato come sia “prioritario creare l’in house su Verona e provincia tra Amia, Serit ed Esacom per la gestione del verde e dei rifiuti, sarebbe questo sì un modo strutturale per ridurre il costo dello smaltimento e sarebbe un in house legittimo dacché il Consiglio comunale ha deliberato in tal senso”. Infine, ha concluso Tosi, “la discarica di Legnago: sito che per Amia avrebbe potenzialità enormi, ma oggi controllato al 51% dal Comune di Legnago e dal 49% da Aim Vicenza. Aim sta trattando per acquistare la quota di controllo, al momento però l’operazione non rientra nell’operazione più complessiva dell’aggregazione tra Agsm e Aim. E’ auspicabile che sia il Comune di Verona, attraverso Agsm-Amia, a fare un’offerta a quello di Legnago per comprare la discarica”.



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