Patrizia Bisinella capogruppo in consiglio comunale di Fare Verona interviene sul tema dei cassonetti intelligenti e sulle lamentele dei cittadini che segnalano come il sistema in realtà sia mal gestito. Bisinella afferma: “Sboarina e la sua amministrazione si vantano a mezzo stampa dell’introduzione dei cassonetti intelligenti in Borgo Venezia e S.Michele, ma sono invece costanti le segnalazioni di cittadini esasperati per un sistema che non sta affatto funzionando. Innanzitutto non ne è stata fatta adeguata comunicazione, al pari di quanto dimostra in questi giorni la confusione che regna circa lo smaltimento del verde e del piccolo sfalcio, con introduzione di nuove regole di raccolta a partire dal 1’ luglio. Numerosi i disagi infatti che si stanno verificando per chi si vede lasciati in strada i sacchetti di erba e foglie, prima sempre raccolti assieme all’umido, e che invece ora sono soggetti a un nuovo sistema molto più complicato per i cittadini e nient’affatto pratico. I cassonetti intelligenti poi si aprono solo con una tessera magnetica che sblocca un pulsante da premere, ma certamente ciò non è nè igienico nè pratico in un momento come questo di massima attenzione all’igiene pubblica e al contatto interpersonale: dover strisciare una tessera su un cassonetto e pigiare tutti il medesimo pulsante non va di certo nella direzione della prevenzione e sicurezza sanitaria.” “Inoltre – aggiunge Bisinella – i cassonetti intelligenti hanno un’apertura di soli 40×40 cm circa, ragion per cui la stragrande maggioranza dei sacchetti dei rifiuti usati normalmente nelle case e nei condomini non passano dal varco, con il risultato che molti, spazientiti, abbandonano i sacchetti tutt’intorno ai cassonetti stessi, creando sporcizia, cattivi odori, soprattutto con le calde temperature, e degrado. Per i rifiuti più ingombranti poi, tramite un avviso affisso direttamente sui cassonetti, la gente deve recarsi presso l’isola ecologica, dove tuttavia i cittadini si trovano di fronte a un tale lungo elenco di rifiuti che non possono essere conferiti, inclusi anche rifiuti abbastanza comuni, che sorge spontanea la domanda di dove mai e come possano essere smaltiti. Nella zona di Borgo Venezia e San Michele, proprio dove i cassonetti intelligenti sono stati posizionati, molti residenti segnalano il frequente passaggio di camioncini dell’AMIA intenti a raccogliere i sacchetti abbandonati tutt’intorno, alla faccia del risparmio e del tanto decantato miglioramento dei dati della raccolta differenziata. Per non parlare dei costi, poiché la tessera magnetica per l’apertura dei cassonetti conta le aperture dello sportello per persona, creando un’ingiusta sperequazione, che si traduce in tariffe più alte da pagare, tra chi smaltisce un sacchetto alla volta e chi invece introduce numerosi sacchetti nello stesso momento. Il sistema di pagamento così calcolato non risulta insomma nè equo, nè corretto. Della fantomatica riduzione della tassa sui rifiuti sbandierata da Sboarina in campagna elettorale, come era ovvio, non si vede neanche l’ombra, mentre per i cittadini sono aumentati costi e disagi. Il nuovo e moderno sistema di raccolta sarebbe efficace se venisse ben spiegato, organizzato e gestito, ma appunto, con questa amministrazione è evidentemente una regola che nessun servizio risulti efficiente”. Bisinella conclude: “Come di consueto, tanta propaganda da parte di Sboarina, ma nessuna resa concreta per soddisfare le reali esigenze dei veronesi.”













