“Mentre è diventato chiaro a tutti che “c’è mondo fuori dalle mura di Verona”, e cioè che per Agsm l’interesse de mercato esiste ed è forte, e che l’offerta di A2A è soltanto una delle tante possibili e fungibili, all’interno di Agsm e dell’amministrazione Sboarina ci sono irriducibili pronti ad immolarsi per proseguire una trattativa in esclusiva con A2A”. Questo quanto dichiara il Partito Democratico dopo quanto emerso dall’ultimo cda della municipalizzata. La posizione del partito è chiarissima, ed è stata ribadita in tutte le sedi: “Non riconosciamo l’esistenza dell’infungibilità per giustificare la partnership in esclusiva con A2A o con qualsiasi altro soggetto. Dopo aver ottenuto l’apertura alle proposte di altre multiutilities continuiamo a lavorare affinché il confronto possa proseguire con chiarezza e trasparenza. No, dunque, a trattative privatistiche: alla fine la scelta del partner industriale dovrà avvenire con procedura ad evidenza pubblica. Allo stesso tempo riteniamo improponibile ritornare a parlare di fusione a due, limitatamente alle sole Agsm e Aim. Oltre che superata e del tutto insufficiente secondo quanto evidenziato dagli advisor, tale opzione oggi non potrebbe nemmeno essere correttamente valutata dato che non se ne parla da più di un anno. E’ auspicabile dunque avviare un approfondimento delle proposte pervenute e sui criteri di scelta che assicurino la massima trasparenza e il massimo vantaggio per la nostra azienda”. Inoltre sottolineano che nella confusione in cui regna la maggioranza, loro non faranno da stampella a nessuno: “Nel cda la maggioranza ha dato un nuovo inqualificabile spettacolo di confusione e di divisione. La Lega propone di andare avanti solo con Aim. Verona Domani fa soltanto tattica perché entrambe sono pregiudizialmente contrarie a qualunque partnership. La linea del Partito Democratica resta chiara e immutata: Agsm ha bisogno di un partner industriale forte che deve essere individuato mediante procedura ad evidenza pubblica. La fusione con Aim è condizione necessaria ma non sufficiente a raggiungere l’obiettivo di rafforzare la nostra mutituility sul mercato. Basta, dunque, con le trattative privatistiche, si prosegua la ricerca del partner industriale alla luce del sole secondo criteri condivisi e verificabili. A queste condizioni il Pd è pronto a fare la sua parte. Ma se la maggioranza deciderà di proseguire come ha fatto finora, se ne assumerà la responsabilità davanti alla città. Il Pd non farà la stampella di nessuno, non ci faremo trascinare nella beghe di una maggioranza allo sbando. Siamo pronti a confrontarci soltanto con chi, come noi, ha cuore il futuro di Agsm e della città”.













