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Tosi: “Sboarina dorme, tanti soldi in cassa e zero aiuti ad imprese, esercenti, famiglie e associazioni”

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“35 milioni di avanzo di bilancio, più i 5 milioni dallo Stato e altri 5 in arrivo, ma nessuna riduzione di bollette, tasse e affitti comunali. Zaia e perfino Conte si sono mossi, idem altri Comuni, Verona no”. Bozza: “Centri natatori senza tariffe agevolate, gli alpini hanno le baite chiuse ma pagano i canoni, associazioni di volontariato abbandonate”. Meloni: “A molti esercenti negati plateatici con pretesti burocratici”. “Tanti Comuni, la Regione Veneto e perfino il modesto governo Conte hanno fatto qualcosa per aiutare il mondo economico e del sociale a rialzarsi. Il grande assente è Sboarina, che con 35 milioni liquidi di avanzo di bilancio 2019, più i 5 milioni già stanziati dallo Stato e altri 5 in arrivo, non ha tagliato un tributo o una tassa comunale, non ha ridotto alcun affitto con Agec e non ha nemmeno prorogato l’Imu”. A dirlo in conferenza stampa in Comune Flavio Tosi, coadiuvato dai Consiglieri Alberto Bozza (Lista Tosi) e Paolo Meloni (Fare! Verona). Tosi ha ricordato che “Sboarina si è limitato a dilazionare, rateizzare, ma in due mesi di quarantena non ha minimamente programmato la fase 2 e 3, nonostante una mozione delle minoranze approvata in Consiglio che chiedeva un piano di allocazione delle risorse disponibili. A Bologna è stata ridotta la Tari dal 25 al 50%, Zaia ha messo in campo concrete misure di sostegno, perfino Conte pur facendo poco, qualcosa ha fatto. Sboarina nulla: Amia e Agsm non hanno ridotto tasse e utenze, Agec non ha ridotto gli affitti, cosa che invece hanno fatto i privati come gesto di buona volontà nei confronti degli esercenti”. Conseguenze? “Il rischio è di trovarsi a fine anno commercianti ed esercenti che chiudono le attività e il Comune che si ritrova un avanzo di bilancio ancora più corposo”. Avanzo di amministrazione che “denota l’incapacità di Sboarina di investire risorse per la città, perché un Comune mai si è ritrovato in cassa tanti soldi. Ma dato che siamo di fronte a una pandemia con conseguenze economiche pesanti, questi 35 milioni più i 10 dello Stato sarebbero da destinare ai veronesi, invece Sboarina se li tiene in cassa”. Alberto Bozza ha rimarcato anche “la mancanza di dialogo per venire incontro al mondo del sociale, penso alle associazioni di volontariato che sappiamo essere a Verona un polmone significativo, per loro nessuno sgravio e nessun sostegno; oppure è emblematico quanto fatto con gli alpini, impegnati per un grande aiuto operativo durante la pandemia ma che ora a Verona si ritrovano ancora le baite chiuse, nonostante Zaia con un’ordinanza le abbia riaperte da settimane, e devono pure pagare i canoni d’affitto al Comune. Il danno e le beffa”. C’è poi la questione “degli impianti natatori comunali, sui quali non è stata pensata, in condivisione con i gestori, una tariffa d’ingresso agevolata per aiutare le tante famiglie vittime della crisi economica”. Paolo Meloni ha sollevato il tema “delle tante richieste di bar e ristoranti negate dall’Amministrazione sui plateatici, nonostante la correttezza sostanziale dei requisiti presentati. L’Amministrazione dovrebbe avere più coraggio, semplificare l’iter di concessione dei plateatici ed evitare di nascondersi dietro a pretesti burocratici”.



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