Dopo la notizia data in anteprima e in esclusiva dal Mattino di Verona, sull’inchiesta avviata dalla Procura della Repubblica di Verona affidata dal Procuratore Angela Barbaglio alla Pm Elisabetta Labate che ha fatto il giro del Veneto e della Lombardia che conta, ha fatto esplodere un a piccola bomba mediatica. Solo sui social ha ottenuto più di 74 mila visualizzazioni, che si sommano a chi ha letto la notizia sul sito, in aggiunta ai 6.600 link inviati. Arriva la risposta dei vertici di Agsm, presieduta da Daniele Finocchiaro. Non sappiamo, ma conoscendo riservatezza e origini siciliane, il top manager non ha certo preso bene l’iniziativa della Magistratura veronese essendo anche Presidente della potente e ricca Spa Università di Trento. I vertici dell’azienda controllata al 100% dal Comune di Verona, rispondono a muso duro a chi li ha denunciati. Entra così nel vivo il tanto contestato matrimonio con Aim e A2A. Agsm e Aim informano che: “In seguito alla sottoscrizione dei rispettivi accordi di riservatezza Hera, Iren, Dolomiti Energia e Alperia hanno ricevuto tutte le informazioni necessarie a formulare una eventuale manifestazione d’interesse entro la metà di giugno per proporsi come candidati al ruolo di partner industriale della nascente Multiutility del Veneto, tenendo conto delle esigenze manifestate da AGSM e AIM. Entra pertanto nel vivo – coerentemente con quanto disposto dal termsheet sottoscritto da AGSM e AIM il 20 dicembre 2019 – l’indagine di mercato competitiva finalizzata a delineare il profilo che assumerà il percorso di rafforzamento industriale di AGSM e AIM, considerato necessario per permettere alla nuova realtà di confrontarsi con le sfide che il mercato imporrà da qui agli anni a venire. Gli advisor delle due società (gli studi legali Gitti & Partners e Simmons&Simmons, l’advisor industriale Roland Berger, gli advisor finanziari UBI Banca e Equita Sim) valuteranno le manifestazioni d’interesse che saranno pervenute e verificheranno se il percorso avviato da AGSM e AIM con A2A, e definito dal progetto industriale preliminare presentato nei giorni scorsi, sia connotato dalla condizione giuridica di infungibilità perché caratterizzato dall’unicità del contributo industriale di A2A. A valle di questo processo AGSM e AIM potranno quindi ulteriormente verificare, nel contesto competitivo, qual è l’offerta, e conseguentemente il partner, che potrà garantire le migliori condizioni di rafforzamento e crescita industriale dell’agenda definita da AGSM e AIM”. Sull’argomento intervengono gli ex Presidenti Gian Paolo Sardos Albertini e Michele Croce, per destino entrambi avvocati. I quali precisano: “Nella nota diffusa oggi da AGSM viene messo per iscritto che ‘entra nel vivo l’indagine di mercato competitiva con Hera, Iren, Dolomiti Energia e Alperia’. Inspiegabilmente l’indagine non riguarda l’unica multiutility già presente e radicata nel Triveneto di dimensione paragonabile a quella di Agsm-Aim: AscoPiave. In ogni caso, per effettuare una frenata così evidente anche i vertici della società devono essersi finalmente resi conto dei profili di illegittimità della procedura seguita sino ad oggi. Dopo mesi in cui è stata portata avanti una trattativa esclusiva, che è sfociata sino nella presentazione di un progetto industriale, si va a chiedere ad alcuni – non a tutti, visto che non è stata coinvolta AscoPiave – di far pervenire un’offerta. Come si può pensare che a tutte le società sia garantita la medesima possibilità di competere? Come si può pensare che sia questa la modalità per rendere trasparente un processo sinora opaco? Si tratta di un insufficiente, parziale e tardivo tentativo di rimediare a una procedura sinora portata avanti in modo illegittimo. AGSM è una società il cui azionariato è pubblico. Questo comporta obblighi precisi dal punto di vista legale e, ancor prima, doveri di tipo etico verso i cittadini. L’unico modo in cui una società di tal genere può (legalmente ed eticamente, appunto) individuare un partner è una procedura ad evidenza pubblica, che può consentire la scelta migliore (sia dal punto di vista finanziario che industriale) tra un ventaglio di possibilità e di progetti. E la scelta migliore può essere solo quella che genera il valore maggiore per i soci, cioè per i cittadini. Se così non fosse, non assisteremmo alla nascita della famosa Multiutility del Veneto di cui tanto si parla, bensì piuttosto di una Multiutility del Nordovest, in cui la leadership industriale passerebbe nelle mani di Milano, lasciando a Verona e Vicenza solo le briciole”. Mentre scriviamo è in corso il Consiglio Comunale straordinario che deve decidere in video conferenza il destino del gioiello veronese Agsm. Dare l’ok in questo modo è comunque una condizione assai anomala per l’importanza dell’argomento che i rappresentanti dei cittadini veronesi devono esprimere.














