Home In evidenza Arena: “I protocolli siano tempestivi e sostenibili”. Esercenti Fipe scrivono a Zaia

Arena: “I protocolli siano tempestivi e sostenibili”. Esercenti Fipe scrivono a Zaia

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“Bene l’anticipo delle riaperture al 18 maggio, ma ora servono i protocolli che devono essere tempestivi, semplici e sostenibili per le aziende, ispirati al buon senso”: lo afferma il presidente di Confcommercio Verona Paolo Arena. A preoccupare, nel settore dei pubblici esercizi, è soprattutto il paventato distanziamento di 4 metri tra persone: se le indiscrezioni venissero confermate, i ristoranti veronesi perderebbero almeno il 70% dei posti. Il dato è stato calcolato dall’Ufficio studi di Fipe, la Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi sulla base delle dimensioni medie dei locali. La ristorazione italiana è infatti composta da piccole attività, che hanno in media una superficie di 90 metri quadrati e 62 posti a sedere. Un posto a sedere ogni 0,7 metri quadri, che scende a 0,6 nei locali più piccoli, ma che, con la previsione dei 4 metri quadri di distanziamento tra i commensali, scenderebbe sotto lo 0,3. “La Fipe del Veneto – spiega Paolo Artelio, presidente provinciale Fipe Confcommercio Verona – ha appena scritto una lettera al presidente Zaia e all’assessore Marcato per chiedere con forza che le linee-guida da adottare per la riapertura del 18 maggio siano poche, chiare e facilmente adottabili, soprattutto in tema di “distanze minime”; diversamente, un gran numero di imprese sarebbero costrette a rinunciare a riaprire. Imporre distanze eccessive tra clienti così come procedure di sanificazione complesse vuol dire non voler far riaprire i ristoranti così come bar, gelaterie e pasticcerie”. L’auspicio è che la Regione Veneto accolga le istanze degli esercenti: “Il Governatore Zaia si è dimostrato fin qui decisamente più sensibile del Governo nazionale concedendo alle nostre attività di attivare la vendita per asporto, da affiancare al delivery, il 24 aprile rispetto al 4 maggio del premier Conte; il 5maggio la Regione Veneto ha tolto, su nostra richiesta, l’obbligo della prenotazione preventiva e ha permesso il servizio di “mensa contrattualizzata”. Infine Zaia, d’intesa  con altri governatori, ha “sposato” la richiesta di apertura del servizio di somministrazione di alimenti e bevande al 18 maggio, sorretta da un’efficace raccolta firme tramite una petizione on-line lanciata da Fipe a livello nazionale, capace di raccogliere in pochissimo tempo circa 23.000 adesioni”.



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