“Sulla reale situazione del filobus si sente soltanto un grande stridore di specchi, sia da parte delle non meglio qualificate – fonti interne ad Amt -, sia da parte dell’assessore Zanotto che, pur essendo l’unico disposto a metterci la faccia, fornisce delle spiegazioni che francamente non spiegano nulla”. Questo quanto afferma Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune, riguardo alla situazione stagnante del filobus. “In primo luogo quello del bilancio è un falso problema. La settimana scorsa abbiamo approvato il bilancio Previsionale 2020 che non c’entra nulla con il Bilancio 2019 da cui il Comune avrebbe dovuto trarre i soldi da dare ad Amt per l’anno 2019. Il Comune non sta facendo la carità ad Amt, sta onorando una convenzione che lo impegna a corrispondere annualmente la cifra di 3 milioni di euro fin dall’inizio della fase di costruzione dell’opera. Perché non ha pagato la quota del 2019? E quando pagherà quella del 2020? Comune e Amt fanno il pesce in barile anche sulla durata Pef, facendo finta di non sapere che valore del Piano non corrisponde ai 143 milioni di euro, che è solo il costo dell’opera, ma supera i 200 milioni di euro, necessari a garantire il ricambio dei mezzi dal 21° anno. Dimezzare la durata del piano significa ridurre il filobus ad un’opera usa-e-getta, il che sarebbe inconcepibile visto i disagi che sta comportando in ogni parte della città. Non sappiamo se Sboarina e Zanotto prendono ordini da Scalzotto, ma l’ordine di dimezzare il piano viene dal Comune, non dalla Provincia: – L’attuale revisione (del Pef), in particolare, acquisisce – tra le altre cose la volontà del Comune di Verona di ridurre a 20 anni il termine di riferimento della Convenzione e, conseguentemente, del Piano Economico-Finanziario, non considerando allo stato attuale alcuna ipotesi legata al rinnovo dei mezzi al 21° anno di esercizio”.













