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Energia, il Comune punta sul maxi piano da 220 milioni: cordata guidata da Magis

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Tommaso Ferrari


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Un’operazione potenzialmente da circa 220 milioni di euro in vent’anni per riqualificare energeticamente gli edifici comunali di Verona e aumentare la produzione di energia da fonti rinnovabili. È il percorso avviato dal Comune di Verona attraverso un partenariato pubblico-privato che prevede un canone annuale di circa 11 milioni di euro.

Il proponente individuato dopo una manifestazione di interesse è una cordata composta da tre soggetti e guidata da Magis. Si tratta però soltanto del primo passaggio: nei prossimi mesi dovrà essere predisposto il progetto di fattibilità tecnica ed economica, che sarà poi posto alla base della successiva procedura di gara.

La delibera che dà il via alla fase operativa è stata presentata in Giunta dall’assessore all’Ambiente e alla Transizione ecologica Tommaso Ferrari.

Il piano nasce dalla mappatura dei consumi elettrici e termici del patrimonio comunale realizzata negli ultimi quattro anni. Un’analisi che ha permesso di individuare gli immobili più energivori e stabilire le priorità di intervento, con particolare attenzione a scuole e uffici pubblici.

Gli interventi dovrebbero riguardare sia gli edifici sia gli impianti elettrici e termici. A questo si aggiunge un ampio programma per utilizzare le superfici comunali disponibili per l’installazione di impianti fotovoltaici.

Secondo le previsioni del Comune, la produzione complessiva di energia potrebbe arrivare a essere sostanzialmente equivalente ai consumi elettrici degli edifici comunali, aumentando così l’autonomia energetica e riducendo l’esposizione alle oscillazioni dei prezzi.

“Parlare di transizione energetica è spesso semplice. Realizzarla richiede anni di analisi, progettazione, risorse e capacità di programmare” sottolinea Ferrari, ricordando il lavoro svolto dalle strutture comunali per arrivare alla fase attuale.

Il nodo economico dell’operazione è il partenariato pubblico-privato della durata prevista di vent’anni. Il Comune dovrebbe sostenere un canone di circa 11 milioni di euro all’anno, una somma che, secondo l’Amministrazione, è sostanzialmente equivalente a quanto viene già speso oggi per l’approvvigionamento energetico.

Il modello finanziario punta sui risparmi ottenuti attraverso la riduzione dei consumi e sugli incentivi del Conto Termico, che dovrebbero permettere all’operatore privato di recuperare nel tempo gli investimenti sostenuti.

“L’obiettivo non è semplicemente spendere meno in energia, ma utilizzare la spesa pubblica per costruire nel tempo un patrimonio migliore” aggiunge Ferrari. “Un edificio riqualificato rimane al Comune per decenni, un impianto fotovoltaico continua a produrre energia per molti anni e una maggiore efficienza riduce strutturalmente i consumi. Sono investimenti che producono effetti ben oltre la durata di una singola amministrazione”.

La partita, dunque, è appena iniziata. La cordata guidata da Magis è il proponente individuato nella prima fase, ma l’affidamento dovrà passare attraverso i successivi passaggi progettuali e la gara. Sul tavolo c’è un programma di lungo periodo che potrebbe cambiare profondamente consumi, impianti e produzione energetica del patrimonio immobiliare del Comune di Verona.



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