L’Europa torna a fare i conti con carburanti ed energia sempre più cari. E mentre cresce la pressione su famiglie, imprese e autotrasporto, a Bruxelles si riapre anche il tema delle scelte compiute negli ultimi anni sulla raffinazione.
A puntare il dito contro le politiche europee è Paolo Borchia, capodelegazione della Lega al Parlamento europeo, intervenuto a “Coffee Break” su La7.
“Negli ultimi dieci anni cambia profondamente il rapporto tra il prezzo del greggio e quello dei prodotti raffinati. Non possiamo ignorare che le scelte dell’Unione europea contribuiscono a frenare gli investimenti nella raffinazione”.
Il punto è proprio questo: oggi non pesa soltanto il costo del petrolio. A incidere sul prezzo finale di benzina, gasolio e jet fuel è anche il forte differenziale tra greggio e prodotti raffinati, in un mercato nel quale la capacità di raffinazione è sotto pressione.
“Se oggi la capacità di raffinazione è più limitata, il conto lo pagano i cittadini alla pompa, insieme alle imprese e al mondo dell’autotrasporto – aggiunge Borchia –. Le politiche europee contribuiscono a deprimere gli investimenti che le raffinerie possono realizzare negli ultimi anni. Da Bruxelles serve l’onestà di riconoscere anche gli errori commessi”.
Per l’europarlamentare veronese, però, non basta individuare le responsabilità: servono interventi immediati sui costi e una revisione delle strategie energetiche europee.
“Questa deve essere la fase delle soluzioni, non soltanto quella della denuncia dei problemi. Servono risposte immediate per chi oggi paga una bolletta energetica e un pieno più cari, senza perdere di vista le scelte strutturali che determinano la situazione attuale”.
Il tema è destinato quindi a restare al centro del confronto europeo: come conciliare transizione energetica, sicurezza degli approvvigionamenti e prezzi sostenibili. Perché, al di là dello scontro politico sulle responsabilità, il dato concreto è quello che interessa cittadini e imprese: quanto costa fare il pieno, quanto costa l’energia e quanto questi rincari finiranno per pesare sull’economia reale.

















